L’ambulatorio di Santa Margherita in cambio della costruzione di box

«Speculazione immobiliare applicata all'assistenza sanitaria. Se passa l'ipotesi dell'Asl 4 Chiavarese, si va verso il finanziamento della sanità pubblica attraverso forme di speculazione immobiliare privata». La stoccata impenitente arriva da un Gianni Plinio, consigliere regionale An, furioso e furibondo che, lungi dal farne una questione politica, inchioda il problema e firma un'interpellanza urgente per conoscere se la giunta regionale condivida la proposta di Azienda sanitaria di reperire i finanziamenti per la piastra ambulatoriale dell'ospedale di Santa Margherita Ligure, vendendo a privati un'area, vincolata a pubblica sanità, per la costruzione di un centinaio di box auto, con una base d'asta tra 1,9 e 2,3 milioni di euro. Faccenda spinosa in quest'agosto in scadenza. «Esigiamo chiarezza - insiste il consigliere -. C'è il rischio di favorire solo la speculazione immobiliare». Con un progetto di riconversione dell'ospedale passato in sordina nei primi giorni di luglio: «Gli interventi strutturali - recita il documento firmato Asl 4 - si riferiscono al piano terreno e il primo piano, dove troveranno sistemazione la piastra ambulatoria e gli studi per la libera professione, e quelli al secondo e quinto che dovranno essere attrezzati in camere». In tutto sette milioni e duecentomila euro. Chi paga? Beh, l'idea in soccorso sarebbe, «in sintonia con il Comune di Santa per l'introduzione di una variante», la costruzione, sotto la piastra, di «circa 100 box auto (due piani entroterra) da destinarsi ad uso di proprietà privata». E qui che Plinio, da anni cassa di risonanza in Regione delle ragioni del Comitato pro ospedale, drizza le antenne. «Dov'era ’sta roba nel piano ospedaliero che la maggioranza regionale ha votato il febbraio scorso?». Già, che nessuno sa niente e gli scritti si sbozzano col solleone. Ma la rabbia monta quando due righe più sotto il fraseggio si traduce in soldoni: «Una volta approvata la variante urbanistica - precisa il documento - potrà avviarsi da parte dell'Asl un'asta pubblica al fine della cessione dell'area destinabile a parcheggi da un imprenditore privato». Tradotto: compro e rivendo che nella «perla» del Tigullio i box vanno via come il pane alla faccia della crisi. E giusto per ribadire le più che buone intenzione dell'operazione: «È convinzione della scrivente Asl 4 che dalla vendita potrebbero essere realizzate le risorse necessarie a quella parte da destinarsi a piastra ambulatoriale e libera professione, senza la necessità di richiedere fondi alla Regione». La cifra da spuntare? «Si può presumere sin d'ora che il prezzo a base d'asta possa essere fissato in almeno 1,9 e 2,3 milioni euro». Iter anomalo? Plinio rintuzza e strabuzza: «Non ricordo affatto il particolare che la piastra si dovesse finanziare riducendo la proprietà. Lo registro con sconcerto da un documento ufficiale dell'Asl. Perché non se n'é parlato quando era il discussione il piano di riorganizzazione ospedaliera? Sapevamo che era finanziato con denari che la Regione avrebbe recuperato autonomamente, e non avvantaggiando qualche privato o qualche coop interessata a costruire parcheggi in un sito d'eccellenza quale è Santa». Faccenda complessa che apre a soluzioni in bilico, «assolutamente inaccettabili: un'ipotesi gravissima che istituirebbe un precedente non esemplare». Ecco dunque l'interpellanza all'indirizzo dell'assessore Claudio Montaldo per capire se è a conoscenza e sostiene questa forma di finanziamento. Rumor fra i presenti. Plinio sorride e aggiusta il tiro (segue l'iter procedurale, no?). «E se sì, perché i consiglieri di maggioranza e minoranza della commissione sanità non ne sapevano nulla?». Ergo: «se l'assessore non riterrà opportuno ritirare una proposta di questo tipo recuperando i due milioni di euro magari da quel “consulentificio” che è l'agenzia sanitaria regionale. Che tanto è costato avviarla, non giova ai pazienti ed è solo un modo per riciclare ex dirigenti». Bordata assoluta e attacco frontale: «Devono renderci conto di come intendano garantire qui l'assistenza. Ecco perché sollecito un sopralluogo della Commissione Regionale Sanità presso il nosocomio al fine di chiarire i tempi di realizzazione del punto di primo intervento previsto entro il 2008. Se ci fosse stata l'amministrazione Biasotti, avemmo gestito il passaggio dall'ospedale di Santa al nuovo di Rapallo in maniera assai più collaborativa e rispondente alle esigenze reali dell'assistenza sanitaria dell'intero comprensorio».