L’America reale e immaginaria in 48 fotografie «on the road»

Lucio Filipponio

«Solo i viaggiatori che attraversano gli spazi correndo (appunti trafelati), resistono al tempo con i loro sguardi da cinepresa scombinata dall’ironia. Testimoni trasparenti. Piccoli narratori senza decadenza. Comprensibili anni dopo: non invecchiano mai. Ecco un esempio». Ecco come Maurizio Chierici descrive il lavoro nomade, quindici anni in giro per le Americhe, di Antonio Grilli e Vilma Ricci. Quindici anni spesi on the road a catturare miti moderni e contraddizioni, fasti del quotidiano e fatiche secolari: l’America più disincantata che ogni giorno si stringe nei propri simboli a sostanziare un immaginario a stelle e strisce.
«Segni e sogni d’America. I luoghi della realtà e dell’immaginario», in mostra fino a domani presso la Sala Santa Rita, raccoglie 48 foto tutte tese alla ricerca del grande «sogno americano»: attraverso letteratura, cinema, arti figurative, ma anche le parole degli emigranti il racconto per immagini prende forma. Non l’America trionfante, ma quella della quotidianità: le case mobili, le fattorie, i segni della natura e dei paesaggi urbani, le auto, i treni, i bagliori delle insegne pubblicitarie, ma anche i volti dei moderni cowboys e degli indiani, con le loro speranze e i loro traguardi in comune, con la loro gestualità enfatica ed elementare. Un’America dinamica nelle proprie contraddizioni ma anche nostalgica, fiera dei simboli e dei miti moderni che ne hanno fatto la storia.