L’America di «Spoon River» vista da Pivano e Willinghton

Alla Feltrinelli in mostra gli scatti del fotografo sul cimitero che ispirò Lee Masters con i commenti della scrittrice

Francesca Amé

Provate a salire al secondo piano delle librerie Feltrinelli di piazza Piemonte. Una vetrata fa da sfondo a una piccola (e gratuita) mostra fotografica che Fernanda Pivano e William Willinghton hanno inaugurato da poco. Per tutto il mese di maggio i milanesi potranno per un attimo trovare lì gli spazi immensi dell'Illinois. E di Spoon River.
Spoon River è un paesucolo dominato da una collina, la Oak Hill, sulla quale alberga il cimitero locale. Tra il 1914 e il 1915 il poeta Edgar Lee Masters cominciò a pubblicare sul «Mirror» di St. Louis una poesia al giorno, un epitaffio in cui si raccontava in versi la vita delle persone sepolte nel cimitero di questo paese della più verace provincia americana. Più di trecento i personaggi evocati, un’intera galleria umana. Masters modellò le sue storie su persone veramente esistite nell'area vicina a Springfield e alcune di esse non gradirono. Gradirono invece i lettori, anche in Europa. «L'antologia di Spoon River» divenne un cult: Cesare Pavese ne possedeva una copia, che poi diede alla sua allieva prediletta, Fernanda Pivano. Tra la traduttrice e il testo di Masters fu amore a prima vista: sebbene osteggiata dal regime fascista, la traduzione della Pivano fu pubblicata da Einaudi nel '43. Cominciò così la passione della «Nanda» per la letteratura americana (allora pressoché sconosciuta in Italia): iniziò dai versi che evocavano questo piccolo borgo dell'Illinois che il fotografo William Willinghton ha recentemente ritratto in un viaggio alla ricerca di un luogo che è prima di tutto un posto dell'anima.
Presentato poco prima di Natale il suo lavoro alla Pivano, il fotografo si sentì apostrofare: «Caro William Willinghton, tu passi la tua vita a ucciderti a forza di sognare». Poi, penna alla mano, la scrittrice ha redatto poche fulminanti righe accanto ad ogni immagine. Oggi le foto di Willinghton e i testi della Pivano sono esposti a Milano sotto il titolo, struggente e malinconico, «Spoon River, ciao». Negli scatti si vedono la strada principale bagnata di pioggia, la chiesa dal campanile aguzzo, l'antica locanda e, soprattutto lei, la collina del cimitero, con le tombe tutte uguali, tutte vicine, che ispirarono a Masters i ritratti di gente come il suonatore Jones e la bella Mary, fidanzata di Francis. Nel silenzio del suo obbiettivo Willinghton ci regala istantanee di una quotidianità di oggi che è uguale a quella di allora e che le parole di Fernanda Pivano rendono poesia: «Ah, questo Spoon River, raccolta di sogni non realizzati».