L’America vuol insegnarci a cucinare anche la pasta

Il New York Time: gli spaghetti devono affogare nel sugo, non come fanno gli italiani che usano poco condimento

Washington - E ora gli americani vogliono insegnare come si cucina la pasta. Questione di proporzioni: il trucco, secondo loro è nel rapporto fra sugo e spaghetti. La lezione arriva dalle colonne del New York Times, a firma di Mark Bittman, autore di guide gastronomiche e neo-bacchettatore della nostra cucina: gli italiani - sostiene - usano troppa pasta e pochissimo sugo. Maccheroni, ziti e linguine non affogano nel condimento ma, al contrario, ne sono soltanto insaporiti. E secondo lui questo è sbagliato, anzi non bisogna avere paura di eccedere. Bittman sfida il mito: per lui la pasta deve annegare in sughi ricchi di verdure e pesce, e non di carne, che non fa bene alla dieta.

In Italia un piatto del genere esiste, solo che noi lo consideriamo un minestrone, o una zuppa. Non pasta. Bittman è convinto, però. E suggerisce di non prendere la tradizione alla lettera: Serving Pasta? Forget What You Learned, cioè «Prepari la pasta? E allora dimentica tutto quello che hai imparato».

L’articolo ha suscitato grande interesse nei lettori del New York Times che da giorni si collegano al sito internet del quotidiano per apprendere la lezione. E Mark Bittman, montando in cattedra, spiega. Racconta e critica anche gli spaghetti troppo al dente. I tempi di cottura della pasta in America sono da sempre un dilemma. C’è gente che si regola gettando gli spaghetti in fase di cottura contro i vetri: se non cadono immediatamente sono cotti. Non vi suggerisco, spiega Bittman, di tornare agli ziti stracotti soffocati dalle salsicce o alle lasagne stracariche di mozzarella, ma chi li cuoce troppo poco è ridicolo.

Per dare poi un esempio del suo piatto di pasta ideale, Mark Bittman ne illustra uno preparato per un amico. «Avevamo due scatole di ceci, broccoli e pomodori. Ho fatto bollire per pochi minuti i broccoli poi li ho fatti saltare in padella con olio di oliva, aglio, peperoncino e i ceci. Ho aggiunto tre pomodori tagliati a pezzi. Nell’acqua dei broccoli ho poi cotto un etto e mezzo di farfalle molto al dente conservando parte dell’acqua di cottura che ho aggiunto alla pasta scolata, ai pomodori e alle verdure saltate. «Non era esattamente una minestra ma abbiamo mangiato le farfalle col cucchiaio».