L’AMERICA

Gli elettori di 24 Stati americani hanno espresso il loro voto. E i risultati via via diffusi nella più lunga notte elettorale del 2008 rappresentano un passaggio decisivo nel percorso che porterà, nel prossimo mese di novembre, alla scelta del successore di George W. Bush. In corsa c’erano quattro candidati. In gioco le loro doti di carattere e di leadership. Ma anche quattro visioni diverse dell’America e del mondo. Su carattere e leadership da sempre negli Usa si gioca il successo o l’insuccesso di un candidato. E da questo punto di vista nulla è cambiato. Quanto alla sostanza della campagna elettorale, quello che i candidati pensano del futuro degli Stati Uniti e del loro ruolo nel mondo, una novità c’è stata. Dopo gli anni polarizzanti dell’ultima gestione Bush, alcuni candidati hanno mostrato di voler superare gli steccati di fazione e di partito. È stata questa la carta giocata da Barack Obama sul fronte democratico, per molti versi il candidato più trasversale del suo partito. Questa anche la scelta di John McCain in campo repubblicano.
Sullo sfondo c’è il progressivo prevalere dei temi economici nella campagna elettorale. In base all’ultimo sondaggio diffuso il 42% degli americani vede nero sulle prospettive del mondo del business. La percentuale più alta dal 1992, quando gli elettori scelsero Bill Clinton e congedarono George Bush senior.