L’amianto del sipario uccide un dipendente: teatro condannato

Fu il sipario della Scala ad uccidere lentamente, anno dopo anno, Enzo Mantovani, l’operaio addetto al palcoscenico del teatro del Piermarini. Lo ha stabilito ieri una sentenza del tribunale del Lavoro, secondo cui fu l’amianto contenuto nel sipario a causare a Mantovani il cancro che lo uccise nell’agosto di sette anni fa. Per questo l’Ente scaligero è stato condannato a pagare 202mila euro di risarcimento alla vedova dell’operaio, Francesca Boaretto.
Mantovani era lo specialista incaricato di azionare il «pattone», lo speciale sipario antiacustico e antincendio che separa la platea della Scala dal palcoscenico, dal retropalco e dai macchinari. Aveva svolto il suo compito per ventisei anni consecutivi, dal 1971 al 1996: un contatto, ravvicinato e protratto nel tempo, con l’amianto del «pattone». All’inizio degli anni Novanta il sipario era stato modificato, dopo gli allarmi sulla nocività dell’amianto, ma ormai per Mantovani era troppo tardi: aveva sviluppato un mesotelioma pleurico che sarebbe risultato incurabile. Oltre ai 202mila euro per danni morali e biologici la Scala dovrà pagare alla vedova anche novemila euro di spese legali.