L’amica trans di Marrazzo ora picchia i fotografi

RomaNatalie, il transessuale coinvolto nell’affaire Marrazzo, ancora protagonista. Ieri mattina ha aggredito un fotografo del quotidiano Il Tempo colpevole di avergli scattato alcune foto. È accaduto a via Gradoli, dove il brasiliano abita e dove incontrava l’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Il fotoreporter Simone Ferraro era lì con il giornalista Fabio Di Chio per un servizio. Quando ha notato Natalie in strada ne ha approfittato per fotografarlo, ma è stato punito. Il seduttore dei potenti, alla nascita José Alexandre Vidal Silva di Valenca di Rio, lo ha aggredito e gli ha preso la macchina fotografica. Poi, visibilmente alterato, l’ha distrutta, gettandola oltre una rete di recinzione. Ferraro ha chiamato il 113 ed è intervenuta una pattuglia delle volanti che ha preso le generalità di entrambi.
E pare che non sia la prima volta che Natalie mostra i muscoli. Il trans, secondo il Corriere della Sera, avrebbe scontato 8 mesi di carcere a Rebibbia tra il 2004 e il 2005 per aver preteso il pizzo in cambio di protezione dai colleghi, che si prostituivano a via Gradoli, via Capena e largo Sperlonga. Il brasiliano smentisce. «Non ho niente da nascondere - ha detto, intervenendo a sorpresa via telefono a Domenica Cinque, durante un dibattito sulla morte di Brenda, al quale partecipavano i trans China e Barbara -. Non ho fatto 8 mesi di carcere per sfruttamento della prostituzione ma perché ho insultato un agente. Non ho mai chiesto il pizzo».
Nega anche di aver preso 25mila euro dalla Rai per apparire a Porta a porta. E al telefono lo conferma anche Bruno Vespa: «Queste persone non ci hanno chiesto soldi e mi dispiace che non ci rassegni al fatto che a Porta a porta si possa venire gratis. Non mi esporrei in prima persona se avessi qualcosa da nascondere». Le telecamere, però, poco dopo mostrano un filmato registrato di nascosto in cui Natalie parla della mancata partecipazione a «Domenica cinque», dichiarando di non poter essere presente «perché impegnata in un’altra trasmissione». Poi aggiunge: «Ho firmato adesso un contratto con (...), per due volte vado a guadagnare (...)».
China, invece, ieri ha ripetuto di aver visto Brenda un’ora e mezzo prima di morire. «Non credo che sia morta per un incidente perché non hanno trovato sigarette e lei aveva l’abitudine di fumare e buttarle fuori», ha aggiunto. E ce n’è per tutti, anche per l’ex fidanzato della vittima, che ha rilasciato un’intervista a Novella 2000. «Questo signore non è mai stato nella vita di Brenda. Lui era conosciuto solo perché vendeva la droga», ha dichiarato, spalleggiata dall’amica, il trans Barbara.
Oggi in Procura comparirà la sorella di Brenda e la madre, Azeneta Mendes Paes, arrivate sabato dal Brasile, che dovranno eseguire alcuni adempimenti formali. Potrebbero essere ascoltate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli già nelle prossime ore, prima di ripartire per Belem, dove sperano di portare le spoglie del figlio, che sabato avrebbe compiuto 32 anni.