L’amico di Facebook «tradisce» l’assessore

Può un acceso scambio di sms essere considerato un argomento politico per chiedere le dimissioni di un assessore? Per la minoranza di Albenga evidentemente sì, visto che, nell'interrogazione presentata in consiglio lunedì sera, i consiglieri hanno chiesto ad Eraldo Ciangherotti, assessore ai Servizi Sociali, di rimettere le deleghe. La vicenda nasce dalla denuncia a mezzo stampa di Gabriele Trunzo, dell'Italia dei Valori ingauna, il quale ha dichiarato di aver ricevuto una serie di minacce via sms da Ciangherotti. Dal canto suo l'odontoiatra 34enne, attivo nel sociale con il suo Centro Aiuto Vita, si difende bollando la vicenda come una farsa: «Era un normale scambio di vedute sulla situazione politica nazionale. Probabilmente Trunzo ha voluto farsi un po' di pubblicità» e l’assessore ha già provveduto a querelare il militante dipietrista «per tutelare la mia onorabilità contro queste accuse infamanti». Secondo la sinistra il problema sarebbe quello di aver reperito il numero di telefono di Trunzo accedendo a documenti vincolati dalla privacy (avendo lui lavorato come educatore per i campi solari del comune) ma Ciangherotti smentisce tutto: «Il soggetto in questione si dimentica di avermi chiesto l'amicizia su Facebook qualche giorno prima che iniziasse il campo solare comunale di luglio, di avermi chiesto informazioni, sia in chat sia a mezzo di messaggi, per un posto di lavoro per la fidanzata il 25 luglio 2010, portandomi pure un curriculum nel mio studio privato. Mi ha addirittura fatto gli "auguroni" il giorno del mio compleanno, il 7 agosto ed infine ha partecipato a diverse discussioni sulla mia bacheca, commentando addirittura con "fichissimo" il mio volo con il paracadute». Considerati i temi di rilevanza politica in consiglio comunale non c'è stato tempo per discutere dell'interrogazione presentata dagli otto consiglieri del centrosinistra ma il sindaco ha già assicurato che non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro e se ne discuterà prossimamente: «Se però l'intenzione del Pd è quella di leggere i messaggi di un privato cittadino in una seduta pubblica dovrò chiedere la chiusura delle porte».