L’Amiu regala mobili e oggetti rimessi a nuovo

I genovesi - promette l’Amiu - potranno ritirare tavolini, divani e gli altri rifiuti «messi a nuovo» dal prossimo luglio. «Lo faranno, gratuitamente, alla Fabbrica del Riciclo, un centro che apriremo in via Greto (zona Campi) a Cornigliano - raccontano Paolo Momigliano, presidente dell’azienda, e Pietro D’Alema, l’amministratore delegato - Lì, i nostri tecnici cercheranno di aggiustare elettrodomestici, mobili, giocattoli raccolti in città. Una volta a settimana, i cittadini potranno entrare nella Fabbrica e ritirarli, lasciando un’offerta che destineremo a campagne per l’ambiente e iniziative benefiche».
Per trovare la materia prima alla Fabbrica del Riciclo, da lunedì 4 giugno partirà un nuovo servizio: i 130mila abitanti delle circoscrizioni Valpolcevera e Centro Ovest potranno prenotare il ritiro gratuito a domicilio degli oggetti ingombranti al numero 010-5584.522. «Dovranno solo portarceli a livello della strada, fino a un massimo di tre pezzi - spiega D’Alema- Oggi il ritiro a domicilio costa 9,84 euro a pezzo, per non spendere nulla bisogna portare i rifiuti di persona alle Isole ambientali o lasciarli ai camioncini “ecovan” che girano per la città».
Non è l’unica novità per incentivare la raccolta differenziata. Nei prossimi mesi saranno aumentate le campane per plastica, carta e vetro: «Oggi sono 7.500, ne aggiungeranno altre 1.700». E dopo le elezioni scatterà la raccolta «porta a porta» a Pontedecimo: «Si tratta di un esperimento, metteremo i raccoglitori di plastica e carta all’interno di 150 condomini. Vogliamo vedere come rispondono i cittadini, se riusciamo a organizzare bene il ritiro dei sacchi». L’obiettivo è aumentare la quota di rifiuti riciclati: «Oggi la differenziata a Genova è al 23 per cento, questa è la quota totale di rifiuti che non finisce in discarica - precisa l’Amiu- E a inizio 2008 vogliamo aprire l’isola ecologica di Prà, la quarta a Genova».
C’è tempo infine per una battuta sull’emergenza rifiuti in Campania. «Non prenderemo nulla da quelle zone - conclude Momigliano - a meno che l’assessore regionale all’Ambiente e poi il Comune ci dicano che dobbiamo farlo. Quanto succede a Napoli potrebbe ripetersi anche qui in futuro se non si faranno né discariche né inceneritori».