L’amministrazione provinciale s’è impegnata ma non poteva far cambiare idea ai Barnabiti

(...) discendenti dalla cessione di proprietà dell'Istituto. Io stessa infatti, a seguito di un'interpellanza del Consiglio provinciale e nel legittimo rispetto della libertà negoziale dei Padri Barnabiti, mi sono interessata per la salvaguardia dei lavoratori della scuola e delle aspettative di continuità educativa evidenziate dai genitori degli studenti. A questo riguardo preciso che mi sono fattivamente impegnata inoltrando formale richiesta di incontro istituzionale con il Consiglio Generalizio dei Padri Barnabiti di Roma per avere chiarimenti sulla vicenda e soprattutto per sottolineare l'attenzione che la Provincia di Genova avrà sul mantenimento dell'uso scolastico dell'immobile ceduto, assicurandosi che l'Amministrazione Comunale ne mantenga il vincolo.
Questo è quanto ci è consentito fare e che non esitiamo a fare. Vorrei tuttavia precisare che in un caso come questo, le competenze delle Istituzioni pubbliche sono limitate, non essendoci permesso intervenire formalmente riguardo la cessione di strutture private. Infatti, i compiti dell'Amministrazione Provinciale in materia di Istruzione, consistono - sinteticamente - nella programmazione dell'offerta formativa sul territorio, nella gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici secondari e in una serie di rilevanti funzioni di orientamento, integrazione degli studenti svantaggiati e stranieri e tutela del diritto allo studio. Tutto ciò esclusivamente per le scuole statali secondarie di secondo grado, delle quali gli istituti come il Vittorino da Feltre, essendo privati, non fanno parte. Noi non siamo, dunque, titolati a regolamentare un'operazione negoziale riguardante un edificio di proprietà privata come in questo caso. La congregazione religiosa coordinatrice dell'Istituto ha una totale libertà e autonomia nella trattativa di vendita della struttura. Semmai il rilievo che si può esprimere sulla vicenda riguarda le modalità con cui la Congregazione ha condotto la trattativa, modalità che, stando alle dichiarazioni, non hanno previsto comunicazioni chiare e tempestive alle famiglie e al personale sull'iter procedurale e sugli esiti del passaggio di proprietà. Le testimonianze rese a mezzo stampa e le informazioni acquisite sul destino del corpo docente e non docente sembrerebbero evidenziare una scarsa attenzione verso le legittime aspettative di continuità didattica ed educativa di tante famiglie.
In particolare il timore manifestato riguarda la possibilità che il passaggio dell'Istituto a nuova proprietà possa compromettere il completamento di un percorso di studi effettuato secondo un piano educativo/formativo fortemente improntato a valori cattolici. Quella dei genitori è una preoccupazione legittima e comprensibile: avevano deciso di affidare l'educazione dei propri figli a un Istituto religioso garante di una tradizione culturale cattolica e, al momento, vedono incerto il completamento di tale percorso di studi nel contesto di valori che avevano liberamente e consapevolmente scelto.
Assessore provinciale

all'Istruzione