«L’amore cristiano è unico nessuna religione come noi»

E il cardinal Bertone apre ai Lefebvriani. Cautela su monsignor Milingo: «Una vicenda molto triste»

Città del Vaticano

L’amore cristiano ha caratteristiche «peculiari» che non si trovano in nessun’altra religione. Lo ha rimarcato il Papa, spiegando durante l’udienza generale il concetto di amore espresso negli scritti di San Giovanni e in particolare nella prima lettera, al versetto 4, lo stesso scelto da papa Ratzinger per la riflessione della sua prima enciclica, «Deus caritas est». «Non a caso - ha rimarcato - ho voluto iniziare la mia prima lettera enciclica con le parole della lettera di Giovanni sull’amore» ed è «molto difficile trovare testi del genere in altre religioni, dunque - ha spiegato il Papa ai circa seimila pellegrini riuniti nell’aula Paolo VI - tali espressioni ci mettono di fronte a un dato davvero peculiare del cristianesimo».
Mano tesa ai lefebveriani, invece, dal cardinale Tarcisio Bertone in un’intervista al mensile 30 Giorni: «Se da parte lefebvriana c’è una sincera volontà di rientrare in piena comunione con la Santa Sede, non sarà difficile trovare i modi adeguati per ottenere questo risultato». Bertone ricorda di aver assistito l’allora prefetto della Congregazione della Fede Ratzinger nelle trattative con mons. Lefebvre: «Una esperienza - confida alla vigilia del proprio ritorno in Vaticano come Segretario di Stato - faticosissima e interessante, anche se gli esiti non furono positivì. Ma il discorso è ora riaperto, specialemente dopo la storica udienza accordata da Benedetto XVI lo scorso anno a monsignor Bernard Fellay».
Nel colloquio con 30 Giorni, il nuovo Segretario di Stato fa capire che le porte restano aperte anche per Milingo: «Tanto ero contento del suo ritorno dopo la prima fuga, quanto sono rattristato oggi per la sua seconda caduta».