L’amore eterno (finché dura) di Ibrahimovic

Quasi mai i giocatori che giurano eterna fedeltà vanno creduti. Almeno oggi. Una volta, forse. È una delle sacre regole del calcio. Ed allora chi avrà letto, nelle settimane scorse, le sviolinate di Ibrahimovic all’Inter e a Milano, con tanto di buoni propositi nel voler rimanere a lungo, avrà intuito qualche stonatura. Domanda ovvia: sicuri che Ibra voglia rimanere all’Inter? L’altro giorno Mancini ha regalato un indizio: quel parlare di Ronaldinho fra ironia e occhieggiamenti, cosa significava? Solo divertimento allo stato puro? O magari un modo per indispettire il Chelsea che sta facendo la corte al brasiliano, ma pure a Ibra? Mancini è tipo che sa navigare nel mare del calcio e del calcio mercato. Conosce i sistemi per far dispetto ed indispettire. Ed è bene informato su tutto quanto arriva dall’Inghilterra. Quando si sparse la voce dell’incontro fra Moratti e Mourinho, lo venne a sapere prima di altri. Dunque non sarebbe sorprendente se avesse annusato odor di bruciato con Ibra. Sì, insomma, il Chelsea ha fatto sapere allo svedese di essere pronto a raddoppiare la cifra del suo ingaggio all’Inter: dunque potrebbe arrivare intorno ai 20 milioni di euro. E Ibra, che ama vincere ma anche guadagnare, ha cominciato a pensarci seriamente. Pare che l’idea di andarsene lo abbia conquistato. Nonostante l’allungamento del contratto proposto da Moratti. Brutto fatto. No, non basterà Ronaldinho per rimpiazzarlo. Lo sa lui. Ma anche l’Inter, che non si può svenare.