L’amore al tempo dei teenager

Ha qualcosa di prodigioso il successo di un romanzo che entusiasma i giovani di tutti i Paesi e che invita alla scoperta dell’amore, lasciando intravedere il vigore di un sentimento non influenzato da convenzioni e da costumi sociali. È il caso della storia d’amore scritta dal giapponese Kyoichi Katayama, Gridare amore dal centro del mondo (Salani, pagg. 162, euro 9,90) che ha già venduto quattro milioni di copie solo in Giappone e da cui è stato tratto un film.
L’amore tra Sakutaro e Aki, sua compagna di classe, comincia presto, quando sono appena adolescenti, ed è un crescendo di sensazioni sconosciute e inebrianti nelle quali anche la malinconia ha una parte importante, come la bellezza. Perché Aki è bella con la sua pelle chiara, le linee delicate del volto, i lunghi capelli neri e lo sguardo intenso. Dinanzi al sentimento che lo travolge, pensieri cupi assalgono Sakutaro: «per quanto a lungo fossi vissuto, non avrei potuto desiderare una felicità più grande; non potevo fare altro che conservarla con cura. Quella felicità mi spaventava».
La passione tra i giovani si dilata nell’antico ricordo del nonno che racconta al nipote la storia del vero amore della sua esistenza corrisposto ma irrealizzato verso una ragazza che è stata costretta a sposare un altro uomo. Ormai anziani, si incontrano più innamorati che mai e quando la donna muore il nonno conduce il nipote alla tomba della sua amata e prende una manciata delle sue ceneri perché una volta morto siano unite alle sue e disperse vicino a un prato fiorito. «Giorni d’estate, notti d’inverno, dopo cento anni, sarò da te», l’ultimo verso di un’antica poesia cinese sarà il suo epitaffio carico di speranza: la separazione sarà terribilmente dolorosa ma si può vivere pensando di tornare insieme.
È ciò che avverrà ai due giovani, tanto più diventa forte il sentimento che li unisce quanto improvvisa si consuma la tragedia: Aki viene colpita da una malattia inguaribile e muore lasciando il suo compagno in un attonito dolore nel quale sogno e realtà si confondono dandogli la forza di accettare di nuovo la vita.