L’amore tradito nato da un tradimento

«La cosa che più conta nella vita è l’amore». Nicolas Paul Stephane Sarkozy de Nagy-Bocsa è uno dalle idee concrete. Quando è ora di dare della «feccia» (racaille) ai ribelli della periferia parigina non ci pensa su, quando è ora di dare alle stampe i pensieri e le parole sulla vita sua di uomo, marito e padre lascia che Yasmina Reza, autrice scrittrice del libro biografico L’alba, riporti queste parole dolci del presidente, dedicate a Cécilia e alla famiglia tutta: «Se ci dovessero trasferire a Maubeuge non mi butterei nel fiume ma diventerei re di Maubeuge in due anni». Maubeuge sono due case e una chiesa nel nord della Francia, come dire «ho girato il mondo, ho fatto il militare a Cuneo», Sarkozy sarebbe capace di andare nella «Provincia Granda» con Cécilia per confermarle amore eterno.
Stampato e venduto il libro, le cose si sono messe in modo diverso. Insomma l’amour c’est fini, Nicolas e Cécilia firmano le pratiche per dividersi. Ne parlano televisioni e radio, ne scrivono i giornali, il portavoce dell’Eliseo, Matignon, risponde con il solito «no comment» e viene ribattezzato Matignon-non-non. La storia non è buffa affatto. Anzi è un film già visto e i francesi, abituati per letteratura a fare coppia a tre, non se la spassano, ben sapendo che non poteva essere diversamente. Cécilia Maria Sara Ciganer Albeniz non ha mai dato segni di grandi partecipazioni affettive nei confronti del consorte. Algida e fiera, sono gli aggettivi più utilizzati per descriverne l’aspetto e il carattere. Pianista, avvocato, indossatrice e madre, in questo ha saputo esprimere il meglio della sua esistenza forte ma anche tormentata dai matrimoni, due, dagli amanti, qualcosa di più, da un cerimoniale che mai ha gradito, come confermano le immagini del giorno dell’investitura di Nicolas. Il presidente la teneva per mano ma è come se cercasse una inutile conferma, la accarezzò con un bacio ma gli occhi e il viso di Cécilia restarono quasi immobili mentre Nicolas sembrava ubriaco di gioia.
Cécilia lo aveva conosciuto il giorno del matrimonio con Jacques Martin, il 10 agosto 1984. Martin dagli occhi blu era il presentatore di uno spettacolo domenicale tipo Piccoli fans, tra questi Cécilia, essendo Martin più vecchio di 24 anni della demoiselle. Il destino cinico e baro volle che a sposare i due fosse il sindaco di Neuilly, al secolo Nicolas Sarkozy, il quale si portò subito avanti nel lavoro, colpo d’occhio e di fulmine, cinque anni dopo madame Martin avrebbe preso i bagagli, le due figlie Judith e Jean Marie, di sei mesi e due anni e mezzo, traslocando da Nicolas e ottenendo in quattro mesi il divorzio da Jacques e dai suoi piccoli fans. Avrebbe atteso il 23 ottobre del ’96 per ripetere nello stesso municipio il rito, evitando di incrociare lo sguardo del nuovo sindaco di Neuilly. Tutto bello, ma Cécilia continuava a restare in fondo alle fotografie, immagine sfocata, sempre silenziosa. Il padre tzigano e la madre spagnola le hanno trasmesso un carattere schivo, il contrario di Nicolas champagne.
Va da sé che l’unione non fa la coppia, anche se i due si erano messi a lavorare assieme e Sarkozy aveva smentito pubblicamente che Cécilia percepisse un solo euro per il lavoro di consulente nell’ufficio ministeriale del marito. Ma Cecilia ha nel sangue il pianoforte, le sfilate da indossatrice (casa di moda Schiapparelli), gli studi di diritto, roba più fresca delle chiacchiere e delle facce di bronzo della politica. Cura il sito internet del marito, scrive qualche discorso, ma non è roba per lei. Prime crepe, i giornali riferiscono che madame è in crisi e per riprendersi ha messo gli occhi su Richard Attias, pubblicitario e charmeur. Cécilia non si fa mancare niente, Le Matin scrive tutti i particolari del pettegolezzo. Sarkozy è una belva, porta il giornale in tribunale accusandolo di «intrusione e violazione della vita privata» e vince la causa. Le Matin paga, Nicolas è sicuro di avere sistemato la faccenda, ma Paris Match fa una prima pagina a colori con la foto di Cécilia e Richard assieme, teneramente come Peynet disegnava. Nicolas, invece di rivolgersi al tribunale, si fa vedere con Anne Fukla, giornalista de Le Figaro, 1 a 1 palla al centro. La belva deve fare i conti con la tigre, che manda alle stampe un libro, a firma Valèrie Domain dal titolo «Cécilia Sarkozy tra il cuore e la ragione». Madame Sarkozy seccata, smentisce; Nicolas, che è ministro degli Interni, convoca il presidente della casa editrice del volumetto, lo vuole denunciare, blocca la pubblicazione, che avviene, presso altro editore, nel 2006 sotto forma di romanzo: la signora Sarkozy si chiama Cécilia Michaut Cordier, sposa di un politico influente, donna di amori e fughe continue. Il romanzo va via in centomila esemplari. Cécilia viaggia spesso verso New York, dove Attias esercita, Nicolas viaggia verso l’Eliseo, dove vuole mettere casa e lavoro. Il sogno si realizza, Cécilia, che non si era presentata alle votazioni trionfali del 6 maggio, è costretta a recitare la parte della first lady, qualcuno l’assomiglia a Jackie Kennedy, monsieur le president capisce di avere in casa un franco tiratore e tocca ferro.
Il trasloco di arredi e mobilia non avviene, Cécilia si mostra in alcune fotografie di repertorio sempre con l’espressione di una che nemmeno si accorge dello scatto, Nicolas, dopo aver tentato di coinvolgerla in affari di Stato (liberazione delle infermiere bulgare detenute in Libia, e altre varie ed eventuali) è costretto al silenzio, per lui vale la marcia verso la ghigliottina. È l’ora, tra Cécilia e Nicolas qualcuno dovrà pure urlare allons enfants.