L’Amsa lancia l’allarme: dopo le proteste degli ambientalisti Palazzo Isimbardi ha bloccato l’impianto già autorizzato dal Comune «Nel 2011 Milano invasa dai rifiuti» Il direttore Petra: «Dal piano escluso il termovalorizzatore». L’assessore Brem

«Rifiuti, tra quattro anni sarà emergenza». A lanciare l’allarme è l’Amsa, l’azienda che tratta la «monnezza» dei milanesi. Certezza che il direttore generale Carlo Petra mette nero su bianco dopo il «no» della Provincia ad un nuovo termovalorizzatore. Impianto che consente a Milano di recuperare energia elettrica e termica dai rifiuti. Decisione presa dal presidente della Provincia Filippo Penati dopo l’aut aut imposto da Verdi e Rifondazione al piano provinciale dei rifiuti che aveva messo in cantiere questo impianto.
Termovalorizzatore che, tra l’altro, aveva già ottenuto il via libera del Comune di Milano. E mentre Forza Italia accusa Palazzo Isimbardi di «trasformare la città in una discarica a cielo aperto», l’Amsa segnala che senza inceneritore sarà più difficile abbattere anche le polveri sottili: infatti, nelle zone di Milano dove c’è già un inceneritore «inquinano di più le caldaie condominiali e il traffico».