L’analisi Edilizia e indotto muoiono insieme

Caro Massimiliano, penso sinceramente che oramai sia troppo tardi. Questa crisi e l’indifferenza delle istituzioni verso questo comparto produttivo faranno scomparire dal mercato migliaia di professionalità, serie e storicamente valide. Un altro dato allarmante che non hai menzionato è quello dell’indotto che gira attorno al settore edile. Stiamo parlando di trasportatori, magazzini edili, ditte di coloritura e impiantistica, negozi di rivendita materiali affini. In questo caso si è ricorso in massa alla cassa integrazione in deroga, ma gli spazi reali di ripresa sono pressoché inesistenti. Sconsolante il quadro generale.
La tua analisi di qualche giorno fa sulla crisi del comparto, non fa una grinza ma non è esaustiva dei mali del comparto edile. Il nostro è un settore dove vige la libera concorrenza, esasperata al punto che dall’oggi al domani, chiunque può inventarsi edile. Infatti, in periodi di crisi e di mancanza di liquidità, chissà come mai, sopravvivono sempre i più spregiudicati. E in tempi come questi è facile vedere appaltare opere con il 70% di ribasso. Ma l’edilizia è un mestiere dove la mano d’opera incide sul costo finale dell’opera in maniera preponderante e stimata all’incirca sull’80% del costo finale. Quindi da ciò si desume che chi pratica sconti superiori al 30%, giocoforza, debba utilizzare manodopera irregolare e/o artifizi tali da abbassare il costo orario del lavoratore. In questo gioco al massacro anche i governi locali e nazionali, hanno fatto la loro parte. Ma in questo caso il discorso necessiterebbe di un lungo approfondimento sulle legislazioni e decisioni politiche dell’ultimo decennio.
In tutti i casi però, piange il cuore a pensare che un settore che era ritenuto trainante per l’economia nazionale e locale stia morendo nell’indifferenza generale.
*imprenditore edile