«L’è andéda acsé», Gozzi racconta Scaglietti e Ferrari

ModenaNella meravigliosa storia dell’automobile sono tanti i capitoli scritti lungo la Via Emilia, ancora oggi arteria pulsante di un distretto dove nascono vetture che non è possibile costruire in altre parti del mondo.
È la terra di Enzo Ferrari, un mito all’ombra del quale sono cresciuti protagonisti come Sergio Scaglietti, classe 1920, carrozziere a Modena dal 1951 e dal 1953 partner fisso del Drake nella realizzazione dei modelli più esclusivi. Dal 2004 una Ferrari, la 612 coupé 2+2 porta il suo nome, un privilegio assai raro per una persona vivente e in ottima salute come dimostra l’insolita biografia recentemente pubblicata, una lunga intervista scritta da Franco Gozzi, per trent’anni, al di là dei ruoli ricoperti, l’uomo più vicino a Enzo Ferrari. «L’è andéda acsé» (vi spiego io come è andata) è il titolo del volume edito grazie ad Antonio Giacobazzi, presidente di Donelli vini, per celebrare il carrozziere-designer, anzi, l’artista-artigiano (come ama definirsi) suo conterraneo, un titolo in modenese stretto per spiegare la genuinità del lungo rapporto che lo ha legato al «Grande Vecchio» (spesso chiamato nel testo anche l’Omone), un legame talmente forte da spingere Scaglietti a dire, nel 1988, alla sua scomparsa: «Io sono morto con lui». È abile Gozzi a porre le domande svelando particolari inediti senza mai violare quella riservatezza proverbiale dentro le mura di Maranello, dove non si custodiscono comunque segreti ma storie di uomini che si sono incontrati sotto il segno dell’automobile come emblema di sportività, di velocità, di libertà e di bellezza. Il caso fece incontrare Sergio e Enzo, quando, nel ’53, il proprietario di una Ferrari incidentata disse che la carrozzeria di Scaglietti gliela aveva rifatta meglio dell’originale: scattò l’intuito del Drake e Scaglietti si ritrovò la commissione di carrozzare la nuova 500 Mondial, la prima di una lunga lista di modelli firmati dalla carrozzeria modenese. Stampato in appena 1.500 esemplari e quindi già destinato a essere una rarità da collezionisti, come i libri scritti da Enzo Ferrari per pochi amici, il volume contiene una galleria di immagini che ci riportano all’epoca delle fuoriserie, delle granturismo di Maranello fatte su misura per i potenti della terra e i divi del cinema (una delle grandi passioni di Scaglietti) come la 375 MM ordinata da Renzo Rossellini per Ingrid Bergman, ancora oggi identificata come «Ingrid Bergman car». In pensione dal 1985, Sergio Scaglietti, che continua a collaborare con Ferrari e Pininfarina, è sempre impegnato a dipingere e a disegnare oggetti che riescono a riunire armonicamente arte e tecnologia.