L’anima di Bernarda si aggira in città?

Storia della figlia dell’impietoso Bernabò Visconti relegata in una segreta

Si fa presto a dire «fantasma». Basta un maldistinto rumore di passi alle spalle, un vociare, uno sferragliuzzare purchessia ed ecco che il fantasma è bello che servito. E si può giurare che, secondo il «testimone» di turno, c'era anche una nebbia sospetta, in quel momento. Ma su questo è lecito dubitare, perché la nebbia non è affatto sospetta in vari luoghi, e men che meno a Milano. Anche la capitale lombarda può infatti vantare alcuni fantasmi di tutto rispetto, tra i quali spicca senz'altro quello medievale di una figlia - illegittima - di Bernabò Visconti, il signore che fece il bello e il brutto tempo in Milano e dintorni per molti anni in pieno Trecento, essendo nato nel 1323 e morto nel 1385, dopo aver preso il potere nel 1355. Bernabò è passato alla storia come un prepotente collerico e privo di misura, impietoso davanti agli avversari e ai loro emissari, avido di gloria e di potere, pronto all'ira e irrispettoso dei più elementari legami umani e sociali, come quelli verso i parenti, con la storia di sua figlia Bernarda a troneggiare nell'ambigua corte dei fantasmi milanesi. Bernarda era figlia di una sua preferita, Giovannola di Montebretto, caduta in disgrazia per via d'un improvvido civettare con un nobiluomo. La piccola Bernarda, bionda e graziosa anche a dispetto di un naso tutt'altro che delicato, perpetuò il vizio materno accoppiandosi con un tal Antoniolo Zotta, che avrebbe pagato la cosa con una rude tortura e qualche spanna di corda intorno al collo. Amore davvero galeotto, il loro, dal momento che Bernarda era maritata, dall'età di quattordici anni (1367), con un alleato del padre, Giovanni di Baldino Suardo. E a Bernabò quella vicenda andò così di traverso che, non pago della morte del giovane Antoniolo, relegò la figlia in una segreta della Rocca di Porta Romana sino a farla morire d'inedia nell'ottobre del 1376, come avrebbe mostrato un processo intentato nel 1424 e studiato a fine Ottocento dal Canetta. E il fantasma? Il fatto è che di Bernarda si cominciò a vociferare nei pressi di Milano e sino a Bologna, dove la si sarebbe vista aggirarsi sotto varie spoglie. Qualcuno sostiene che sia sempre lei a vagare nel chiostro di Santa Radegonda, ma il punto è: come «classificare» il fantasma di Bernarda? Perché in effetti - anticipando di secoli l'ufologia nostra contemporanea - lo studio dei fantasmi e più in generale dei sogni è una tecnica antica. Anche volendo tralasciare l'opera di Aristotele su La divinazione nel sonno e ovviamente l'Interpretazione dei sogni di Freud, fu il pagano Macrobio (che visse a cavallo tra il IV e il V secolo) a stendere l'opera destinata a maggior fortuna in merito, ovvero il Commentario al Sogno di Scipione. Per Macrobio vi erano - pardon, vi sono - cinque forme di immagini notturne: il sogno semplice, il fantasma, l'oracolo, la visione e il sogno simbolico. Se il primo non ha alcuna utilità, il secondo non ne ha molta di più, dal momento che non è in grado di predire il futuro. Il primo tipo di sogni e i fantasmi sarebbero quindi inutili alla divinazione altrimenti detta mantica, ovvero l'arte/tecnica di predizione del futuro, molto diffusa nella storia umana. Per il nostro autore solo gli ultimi tre tipi rivelerebbero, in tutto o in parte, il futuro: in questo senso, la visione sarebbe la forma migliore, perché rivelerebbe il futuro esattamente come questo dovrebbe accadere. L'ultima forma, quella del sogno simbolico, rivela sì il futuro, ma per immagini, e necessita pertanto di un interprete, non così facile da scovare né, spesso, disponibile a buon mercato. La discussione si protrasse per secoli interessando lo stesso Dante Alighieri, il quale ebbe a scrivere nel Convivio (II,VIII,13): «Ancora, vedendo continua esperienza de la nostra immortalitade ne le divinazioni de' nostri sogni, le quali essere non potrebbono se in noi alcuna parte immortale non fosse». Insomma i sogni e i fantasmi esistono perché l'anima è immortale. E dunque quelle anime ogni tanto tornano a trovarci. Se tutto questo è vero, Bernarda avrebbe quindi popolato - ahilei inutilmente - almeno qualcuna delle circa 354.000 notti che hanno «fatto» il medioevo. Se popoli ancora le nostre, lascio a voi il calcolo, delle notti. E delle probabilità.