«L’anima maltrattata del mondo moderno»

Ma chi era veramente Jimmy Dean? Era davvero un mito come ancora oggi ritengono i suoi milioni di fans in tutto il mondo, oppure semplicemente un bluff sul set cinematografico e nella vita come credono molti altri che lo hanno conosciuto e frequentato? Mai come in questi giorni tornano alla ribalta ricordi, dichiarazioni, massime che ne tratteggiano, nel bene e nel male, la sua personalità, il suo modo di essere e di recitare. Che non doveva essere un granché se Elia Kazan, il regista che lo scoprì a teatro nel 1954 mentre recitava la parte di un ragazzo arabo ne L'immoralista di André Gide e lo diresse ne La valle dell'Eden, un giorno disse: «Sul set era come fare recitare Lassie: un giorno bisognava sgridarlo, un altro dargli una pacca sulle spalle, un altro ancora assecondarlo, secondo quello che si voleva ottenere da lui. Era istintivo e stupido allo stesso tempo ed era molto più espressivo se ripreso da lontano che nei primi piani. Inoltre umanamente era vendicativo, soffriva di un senso di solitudine, di persecuzione e di vendetta soprattutto nei confronti del padre».
Sulle sue doti di attore hanno espresso perplessità anche molti critici come quello del New York Times che qualche anno fa commentando proprio La valle dell'Eden scrisse: «Faceva strane contorsioni, aveva continui tic, a volte era davvero insopportabile».
L'artista Andy Warhol, invece, rimase molto colpito dal suo fascino tanto da dire di lui: «James Dean rappresentava un'anima maltrattata e bellissima dei nostri tempi», mentre il regista francese François Truffaut lo definì un eroe baudelairiano con un grande potere di seduzione che qualsiasi cosa facesse aveva comunque l'approvazione degli spettatori, ma più di tutti forse vale il giudizio di Marlon Brando, l'uomo che James Dean venerò e provò ad imitare il più possibile, e che scrisse di lui nella sua autobiografia Le canzoni che mia madre mi insegnò: «Dean provò a copiare il mio modo di recitare. L'ho trovato fantastico ne Il gigante e anche gli spettatori si identificarono nel suo dolore, lo trasformarono in un eroe, Credo che sarebbe diventato un grande attore. Però morì e il suo mito lo seppellì».