L’anima riformista di Forza Italia

Francesco Colucci

L’impegno politico dei movimenti d’ispirazione riformista ha acquisito in questi anni un crescente rilievo nel dibattito interno a Forza Italia ed una significativa visibilità nelle diverse realtà economiche e sociali del Paese.
Attraverso una presenza attiva su tutto il territorio nazionale ed il successo di manifestazioni come quella promossa domani a Milano da Noi Riformatori Azzurri e dai Circoli d'iniziativa riformista di Carlo Vizzini, con la partecipazione di Silvio Berlusconi, questi movimenti offrono una vivida testimonianza della propria capacità di aggregare consenso grazie al potenziale innovativo del patrimonio di idee e di valori della tradizione laica e riformista italiana che in questi anni ha trovato in Forza Italia una sede di confronto, leale e costruttivo, con le componenti d’ispirazione liberale, moderata e cattolica, sul progetto di modernizzazione e di rilancio del Paese da cui ha tratto origine la forza politica guidata da Berlusconi.
Questi movimenti, in particolare, ripropongono nel contesto attuale i contenuti salienti di una tradizione politica di pragmatismo gradualista ma anche di intransigenza sulla necessità di modernizzare il Paese portandolo finalmente a livello delle più avanzate democrazie europee. Ed in tal senso la loro ispirazione moderata si sostanzia in un metodo realistico, razionale e moderno, con concretezza nei problemi e con chiarezza di linguaggio, senza dispute ideologiche astratte ed inconcludenti. In sintesi, questi movimenti guardano, in primo luogo, avanti e non indietro. E guardano in particolare ad uno scenario alternativo al consociativismo ed al dogmatismo settario che sembrano oggi voler dare agli italiani l’impressione o l’illusione di poter coesistere in un composito schieramento di centrosinistra attraverso una buona dose di ambiguità nella formulazione di un programma politico.
Quali formule innovative propone infatti questo centrosinistra? Quale contributo costruttivo prospetta per il nostro Paese? Leggendo i giornali ed ascoltandone i discorsi in Parlamento, si sentono solo riproporre le consuete soluzioni che vengono spacciate come progressiste ma che finiscono nei fatti nel perpetuare il potere delle solite oligarchie burocratiche e settarie.
Aumento della tassazione, che finisce come al solito per colpire più pesantemente i soliti ceti sociali e produttivi di cui bisogna invece sostenere il potere d'acquisto e rilanciare la capacità di produrre ricchezza. Monopolizzazione della Rai per affidarla ai soliti convinti assertori di verità assolute con i soldi dei contribuenti che pagano il canone.
Vanificazione della riforma della scuola, perpetuandone le carenze strutturali che di fatto rubano ai nostri figli la possibilità di costruire il proprio futuro partendo da una preparazione culturale e professionale adeguata ai nostri tempi e non modellata sulla cultura rimasticata del sessantottismo generazionale che spesso impera nel corpo docente.
Freno al decentramento politico ed amministrativo, burocratismo, blocco totale del processo di riforma della magistratura: tutto quello di cui la attuale maggioranza di governo ha cercato di avviare il superamento, affrontando l'opposizione violenta delle corporazioni privilegiate e di un sindacalismo solo conflittuale e non propositivo. A tutto questo l’attuale maggioranza di governo continua a contrapporre un progetto ambizioso e di ampio respiro capace di aggregare le forze riformiste, liberali e popolari e nell'ambito del quale proprio ai movimenti è riservato un ruolo di primaria importanza.
Se infatti Forza Italia è nata e si è affermata come «movimento senza partito», il suo futuro politico non può essere quello di un «partito senza movimento» ed anzi proprio dalla vivacità politica e culturale del dibattito interno stanno traendo origine nuova fiducia e nuove energie. In questa direzione vanno tutte le iniziative come quella promossa a Milano da Noi Riformatori Azzurri volte a dimostrare in concreto, soprattutto ai più giovani che hanno saputo o desiderano affermarsi come leader naturali nei rispettivi ambiti di impegno civile, sociale e professionale, che non solo c’è spazio ma soprattutto c’è bisogno del loro contributo e che da questo dipende la loro possibilità di dimostrare di essere realmente capaci di costruire il proprio futuro ed il futuro del Paese in cui vivranno.
L'attitudine interclassista e la fiducia nel dialogo e nel confronto fra le forze riformiste di diversa ispirazione politica e culturale ha da sempre costituito un elemento qualificante della proposta politica di Forza Italia. E tutto quello che in questi anni è stato possibile costruire secondo una linea autenticamente riformista nei più diversi ambiti d’incidenza dell’azione di governo, non va regalato a coloro che pur di appropriarsi ad ogni costo dell’eredità culturale e della storica funzione politica del riformismo italiano - liberale, socialista e cattolico - hanno fatto di tutto per logorarne l’immagine e per indebolirne la credibilità di fronte all’opinione democratica del Paese.
E proprio a questo fine le iniziative dei movimenti d’ispirazione riformista all’interno di Forza Italia intendono ancora una volta evidenziare il nucleo alto e forte dei propri valori più autentici: l’attenzione concreta all’individuo, la fiducia nel dialogo e nel confronto politico, la valorizzazione della libertà per ciascuno e della giustizia sociale per tutti, contribuendo in tal modo a realizzare in concreto, per noi e per i nostri figli, il progetto di sviluppo economico, politico e civile che è alla base del nostro impegno comune.