L’Anm: «Vietate le espulsioni indiscriminate»

Il decreto legge che allarga ai prefetti la possibilità di allontanare dal territorio nazionale i cittadini comunitari pericolosi per la sicurezza pubblica consente espulsioni «mirate», non «indiscriminati allontanamenti di massa». A sottolinearlo è Nello Rossi, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, secondo cui le norme in questione «non appaiono lesive né di principi della nostra Costituzione né dello “ius publicum” europeo che riconosce ai cittadini dell’Unione ed ai loro familiari il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio di tutti gli Stati membri». I provvedimenti di allontanamento di cittadini dell’Unione - spiega Rossi - «potranno infatti essere adottati solo in presenza di particolari presupposti e precisamente di “motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato” (nel qual caso interviene il ministro dell’Interno) o di “motivi di pubblica sicurezza” (che giustificano l’adozione del provvedimento da parte dei prefetti). E ciò dovrà avvenire in un contesto che garantisce il ricorso giurisdizionale avverso provvedimenti immotivati o ingiustificati».