L’anno di Garibaldi celebrato in cucina

L’anno di Garibaldi celebrato anche in cucina: quella del «Sopranis» di piazza Valoria, che significa il cuore del centro storico genuino e ricco d’atmosfera, a due passi da San Lorenzo, ma anche a mille miglia dalla frequentazione abituale di genovesi e turisti. Eppure qui, dove esistono splendidi palazzi patrizi restaurati a costo di milioni di euro, botteghe artigiane - stoiche, che resistono nonostante tutto -, ristoranti e mescite caratteristiche, potrebbero convergere gli interessi (e le attenzioni) di molti. Nel frattempo, quelli che ci sono non hanno nessuna intenzione di arrendersi, anzi continuano a investire, organizzano iniziative. Insomma: si danno da fare in maniera autonoma, cercando di coinvolgere le istituzioni solo per quanto riguarda i provvedimenti di competenza. «Basterebbe proibire il parcheggio delle auto, alcune stazionano qui per mesi e impediscono addirittura il transito pedonale. Siamo ostaggio di non più cinque macchine. Come si può sperare che la gente venga da queste parti, che le famiglie frequentino la zona, se le autorità di governo fanno bellissime Notti bianche, ma poi si fermano lì?»: la voce, la passione sono quelle di Enrico Rutelli (sì, c’è parentela stretta con il leader della Margherita). Lui, ingegnere già dell’Ansaldo, e qualche altro entusiasta hanno aperto il Sopranis due anni fa, lanciando la sfida di cucina, vino e, magari, anche qualcosa di più. E tanto per non smentirsi, in occasione dei «primi 1111 giorni di attività», lanciano l’idea del menù garibaldino, con il recupero dei piatti preferiti dal generale. Seguirà la rassegna «Pagine & pentole», le ricette nella letteratura. La presentazione delle iniziative, domani alle 18. Aperta a tutti: si gusteranno le specialità genovesi, torte, farinata, focacce. E si gusterà soprattutto il piacere della sfida: «Ma lo vogliamo rivitalizzare, questo centro storico? Ma ci crediamo davvero?». Sarebbe bello che a rispondere non fossero solo gli avventori, ma anche qualche amministratore pubblico. A proposito: l’invito è esteso anche a loro. Se ci credono davvero.