L’«Anno Zero» del giudice Santoro: via alle grandi manovre della sinistra

Gian Maria De Francesco

da Roma

«Santoro è come il Brunello: più invecchia più migliora». Il direttore di Raidue, Antonio Marano, in ritiro precampionato ad Andalo con i partecipanti alla prossima edizione dell’Isola dei famosi, la scorsa settimana ha utilizzato una metafora enologica per la rentrée di «Michele chi?» (copyright dell’ex presidente Rai Enzo Siciliano). Un modo come un altro per far dimenticare quel «non ho scelto Santoro, l’ho accettato» con il quale Marano aveva fatto imbizzarrire i benpensanti «sinistri» di Viale Mazzini e, soprattutto, di Piazza Montecitorio ricordando le lunghe battaglie legali con il quale il giornalista aveva ottenuto il reintegro nei ranghi aziendali.
Oggi è il grande giorno per «Michele chi?»: conferenza stampa ufficiale con tanto di partecipazione del presidente Rai Petruccioli per la presentazione di Anno zero, il programma di approfondimento in undici puntate che da giovedì 14 settembre su Raidue. Molto probabilmente Santoro non dirà: «Dove eravamo rimasti» come fece Enzo Tortora quando si riprese Portobello dopo l’angoscia del carcere. Ma si tratta lo stesso di una giornata particolare, della rivincita degli «indignati speciali» e del primo atto del nuovo corso che l’Unione (pur tra ritardi e impacci) intende avviare a Viale Mazzini.
Sui contenuti della prima puntata c’è stretto riserbo, ma la formula rimarrà la stessa delle collaudate Samarcanda, Moby Dick, Sciuscià e Il raggio verde (compresi i riferimenti letterario-cinematografici): reportage con successivo dibattito in studio con gli ospiti. Nuova, invece, parte della squadra: accanti al fidato Sandro Ruotolo e al collaudato Vauro saranno presenti la giornalista palestinese de La7 Rula Jebreal e la modella, nipote di Marta Marzotto e cognata di John Elkann, Beatrice Borromeo. La new entry principale, però, è rappresentata da Marco Travaglio, autore di voluminosi pamphlet in salsa antiberlusconiana ed esponente di spicco della sinistra girotondina pronta a denunciare ogni inciucio sul nascere. Tra gli autori e collaboratori figurerà anche Enza Gentile, proveniente dalla scuola di Carlo Freccero (direttore di Raidue nella prima era dell’Ulivo). Spartana ma d’impatto, come al solito, la scenografia. Il pubblico nello studio di Via Teulada sarà selezionato. «Sarà competente sul tema della puntata, non la solita claque», dicono a Viale Mazzini
Insomma, si ripartirà dall’aprile del 2002 quando cantando Bella ciao Santoro si accomiatò dal suo pubblico. I tempi cambiano, così le maggioranze parlamentari e di conseguenza la Rai. Eloquente l’ultimo post di Sandro Ruotolo sul suo blog. «La tv di Floris (il conduttore di Ballarò, ndr) - ha scritto - è un po’ come la tv di Vespa dove passa e si siede la politica. Uno rassicura il centrodestra, l’altro il centrosinistra. La verità è che con il nostro ritorno in video nella Rai riemerge un pezzo di linguaggio che era stato censurato». Il convitato di pietra, l’imputato contumace del tribunale mediatico di Santoro sarà sempre lui: Silvio Berlusconi. Un ultimo dettaglio: il giovedì sera nel prime time Santoro dovrà battersi con la nuova fiction di Canale 5 I Cesaroni. E se alla fine la spuntasse la romanità caciarona di Claudio Amendola e di Max Tortora che cosa ne penserà la sinistra?