L’annuncio ieri sera nella conferenza stampa ufficiale del nuovo presidente madridista che ha anche disegnato la squadra dei nuovi galattici Capello fugge dalla Juve e va al Real Madrid Avrà a disposizione Van Nistelrooy, Fabregas, Robben e, secondo alc

Il tecnico deve però ancora risolvere il contratto con la società torinese

Claudio De Carli

Appena ufficializzata la presidenza di Ramon Calderon, Fabio Capello ha lasciato Marbella, dove si trovava in villeggiatura dal 18 giugno, per raggiungere Torino e discutere con i nuovi vertici della Juventus la miglior soluzione per lasciare il club. Calderon si è giocato tutta la campagna presidenziale sulla firma di Capello, mentre gli altri promettevano visite allo zoo, pranzi e concerti gratuiti. Lo ha annunciato prima ancora di venire eletto e domani don Fabio è atteso a Madrid.
«Cominceremo con Capello come promesso», ha dichiarato Calderon, aggiungendo che il tecnico sarebbe stato al suo fianco durante la conferenza stampa di ieri sera alle 19 dal palco d’onore del Bernabeu: «Arriverà questa sera e comincerà a lavorare con Mijatovic per costruire una squadra capace di vincere nella prossima stagione». Ma non tutto è così semplice, Capello deve prima risolvere il suo contratto con la Juve. Il neo presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli sabato aveva ricordato come Capello fosse ancora il suo allenatore, annunciando un incontro per il 12 luglio. In realtà è evidente quanto Capello non abbia alcuna voglia di scendere in serie B, e indipendentemente dalla sanzione non abbia intenzione di correre rischi del genere. Inoltre don Fabio si sente in credito, non si ritiene responsabile di quanto accaduto, è convinto che Moggiopoli lo abbia danneggiato e non vuole rinunciare ai 4 milioni netti di ingaggio per l’anno di contratto che gli rimane. Peraltro negli ambienti bianconeri si è fatta largo l’idea che liberarsi del suo gravoso ingaggio non sia così demenziale e da Buffon sono arrivati i primi auguri: «Non so se sia la squadra ideale, ma gli faccio il mio in bocca al lupo».
Si annunciano tempi lunghi, proprio quanto don Fabio cerca in attesa che anche l’affare scoppiato attorno alla presidenza Calderon assuma contorni meno chiacchierati. Di fatto Calderon è in attesa di conferma, perché la giunta elettorale che ha presenziato allo scrutinio delle schede, ha deciso di non tener conto dei 7.000 voti espressi per corrispondenza, sottoposti a sequestro cautelare già sabato dal giudice Pilar Aparicio. Un appunto non trascurabile in quanto in una delle votazioni con minor affluenza nella storia del club madridista - solo il 42 per cento dei 66.355 soci alle urne - il margine di Calderon su Juan Palacio è stato di sole 246 preferenze. Calderon da grande stratega ha subito offerto la vicepresidenza del Real a Palacio che non ha accettato, in attesa della sentenza definitiva della giustizia spagnola, lunga quanto quella italiana, che potrebbe anche decidere la questione fra un anno.
Nel frattempo l’avvocato cinquantacinquenne Ramon Calderon è il diciottesimo presidente nei 104 anni di storia madridista. Ne era certo e si allenava da giorni, tanto da acquistare intere pagine sui quotidiani spagnoli sulle quali ha fatto stampare la sua formazione del Real 2006/07. In realtà più vicina a quella dei sogni.
Calderon non ha solo promesso un brillante futuro per il Madrid, ma ha assicurato l’ingaggio del centrocampista spagnolo dell’Arsenal, Cesc Fabregas, dell’attaccante olandese del Chelsea, Arjen Robben, del centravanti olandese del Manchester United, Ruud Van Nistelrooy, vantando inoltre un accordo imminente con Kakà, il brasiliano del Milan: una delle note più stonate della sua campagna presidenziale. Pedja Mijatovic, futuro direttore sportivo del Real ma ai tempi solo il braccio armato del potenziale presidente Calderon, era stato sorpreso nell’albergo del ritiro svizzero premondiale del Brasile. L’ex giocatore di Fiorentina e Real Madrid non era lì per caso, ma su diretto mandato di Calderon per trattare il centrocampista del Milan, facendo così scattare l’inevitabile esposto alla Fifa del club rossonero per attività antiregolamentare. Kakà nel frattempo ha firmato per il Milan fino al 2011. Ma lo scaltro Calderon non ha affatto smentito i progetti e a domanda precisa ieri, in conferenza stampa, ha risposto: «Kakà? Lui vuole venire al Real come gli altri giocatori. Ma per quanto riguarda l’aspetto tecnico sono cose che dovete chiedere a Mijatovic e Capello. Con Kakà comunque c’è un accordo sulla parola, lui vuole assolutamente il Real e nei prossimi giorni andremo a Milano per trattare il suo ingaggio». Senza precisare data e interlocutore, anche perché Kakà è fuori mercato, confermatissimo nel prossimo Milan.