L’anoressia diventa materia di affidamento

Il campo delle battaglie legali tra coniugi per l’affidamento dei figli si è arricchito di un nuovo elemento: le malattie dei disturbi dell’alimentazione. Anche se in Italia e in Europa il fenomeno è quasi sconosciuto, i nostri tribunali hanno iniziato a registrare i primi casi in cui i mariti chiedono che la prole non venga affidata alla madre, perché soffre di bulimia o anoressia.
«Si sottopone al giudice - spiega Giovanni Reho, avvocato civilista - il problema di valutare l’idoneità genitoriale dell’ex coniuge colpito dal disturbo».