L’antagonismo a priori che ha travolto il Papa, Pera e Fisichella

Negli ultimissimi tempi, il caso più clamoroso di contestazione ideologica all’interno di un’università risale al gennaio dello scorso anno quando papa Benedetto XVI (a destra) rinunciò a tenere un discorso in occasione della inaugurazione dell’anno accademico della università «La Sapienza» di Roma. La visita fu annullata a seguito di numerose proteste scaturite da una lettera del fisico Marcello Cini al Magnifico Rettore nella quale notava che una tale visita era discutibile sul piano formale, perché la teologia non si insegna nelle università dello Stato, e pertanto una lezione magistrale con contenuti teologici non aveva senso, ed avrebbe avuto conseguenze «devastanti» sul piano sostanziale, perché rappresenterebbe un passo ulteriore nel tentativo di Ratzinger di sottomettere la ragione alla fede. Settimana scorsa, invece, gli attacchi ideologici hanno avuto come bersagli l’ex presidente del Senato, Marcello Pera (sopra, a sinistra), e monsignor Rino Fisichella (sotto, a destra), entrambi al centro di due diversi episodi lo stesso giorno, il 6 marzo. A Pisa ci sono stati scontri tra le forze dell’ordine e una cinquantina di studenti universitari dell’area antagonista che volevano impedire a Pera di partecipare alla presentazione del libro «Perché dobbiamo dirci cristiani» organizzato dal Laboratorio 99, gruppo culturale vicino alla destra. Il senatore, alla fine, è stato fatto entrare nell’Università da un ingresso laterale. Momenti di tensione anche a Padova dove una sessantina di studenti del movimento dell’«Onda» ha contestato la presenza all’Università di monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia pro vita, che ha tenuto in un’aula blindatissima una relazione su «Etica nella medicina dei trapianti e delle cellule staminali».