L’anteprima della Prima

(...) Letizia Moratti pensa a un contratto lungo per il sovrintendente Lissner: «L’ho indicato io e il sovrintendente ha già raccolto: stiamo preparando insieme l’opera di apertura del 2015». Il vicepresidente della Fondazione, Bruno Ermolli, spiega che sono già partite le richieste al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, perché sia modificata la legge sulle fondazioni. La legge sulle fondazioni (oltre ad altre limitazioni che riguardano la contrattazione aziendale) fissa a quattro anni il tetto limite del contratto per il sovrintendente. In più l’obiettivo è poter dare a Lissner il doppio incarico di sovrintendente e direttore artistico e anche per questo servono ritocchi normativi. Se tutto filerà liscio come sembra («Bondi è un amico da tempo» spiega rassicurante Ermolli), Lissner traghetterà la Scala fino all’Expo 2015 con pieni poteri.
Il bilancio della Scala è in attivo per il terzo anno consecutivo e nel 2007 chiude con un milione e 200mila euro: nell’albo dei fondatori sono entrati due nuovi soci permanenti (Mapei e Fondazione Banca del Monte di Lombardia). Senza contare il grande «incremento di produttività» con 283 alzate di sipario nel 2008 (comprese le serate di tournée). La Moratti spinge ancora sull’acceleratore: «La pausa estiva di agosto andrà rivista, anche gradualmente, perché non possiamo pensare a una Scala chiusa in estate in vista dell’Expo». Quest’anno un’eventuale apertura agostana sarebbe impossibile perché il 23 luglio partiranno i lavori per alzare i pavimenti della platea, che il restauro “filologico” in stile Piermarini ha voluto come erano nel Settecento, creando però qualche problema di visibilità soprattutto per i balletti.
Lissner (anche per evitare immediati guai sindacali) spiega che per il momento «siamo arrivati a regime» e che «nuovi obiettivi esistono per il 2013, anno verdiano e wagneriano». L’idea è anche moltiplicare le nuove produzioni, che nella prossima stagione saranno quattro. «Valorizzare il patrimonio di casa è un dovere e una necessità» sorride il sovrintendente, che ricorda come il 40 per cento delle risorse della Scala arrivino dal pubblico e ben il 60 per cento da risorse proprie. È aumentata la biglietteria, con quasi 450mila spettatori, e c’è stato un incremento del numero di abbonati. «Ma il rapporto non è cambiato» è il lamento sussurrato da Lissner, che ha sempre indicato come obiettivo il 60 per cento di risorse pubbliche come accade nella gran parte dei teatri lirici europei.
Ambiziosi gli obiettivi internazionali. Il 2009 sarà l’anno delle tournée e nell’impegnativo calendario che porterà opera e balletto in giro per il mondo si fa notare la doppia tournée del Requiem e di Aida, di Daniel Barenboim e Daniele Gatti, in Israele e in Giappone. C’è poi la volontà di esportare il «marchio Scala» nel cultural park di Abu Dhabi. E anche se i termini del mondo economico non entusiasmano i melomani puristi, la Moratti spiega che pensa a una presenza fissa del Piermarini negli Emirati accanto a istituzioni della cultura mondiale come il Louvre, il Getty e il Guggenheim.