L’anti-berlusconismo per diventare leader di tutta l’opposizione

Lo slogan. L’Europa rovesciata, con un’Italia dipinta di rosso. Sopra, l’arringa: «Torniamo in Europa, con una società civile». La trasparenza in contrapposizione a un’Italia dipinta come culla di «democratura»: la democrazia travestita da dittatura.

Gli obiettivi. Di Pietro è il leader che più ragiona con il pallottoliere dei voti. La gara è sul Pd. L’obiettivo è strappare consensi per accreditarsi all’opinione pubblica come vero leader dell’opposizione. Il programma? Si va dalla trasparenza nei finanziamenti europei all’ineleggibilità dei condannati.

Il punto forte. L’anti-politica funziona sempre nei periodi di crisi. Il gioco a fare sempre e comunque il contrario rispetto a Berlusconi, a costo di smentirsi (simbolico il cambio di rotta sul referendum per fare il bastian contrario), gli guadagna le simpatie di chi accusa la debolezza del centrosinistra. La cassa di risonanza di «Annozero» consente di sognare un risultato quasi doppio rispetto al 4,4% del 2008.

Il punto debole. La mancanza di proposte che non siano solo «anti» qualcosa può pesare. Le malefatte di alcuni suoi uomini al sud hanno scosso il partito e l’elettorato. La scelta di candidati-allodola, come la hostess Maruska, la pasionaria Alitalia, hanno fatto discutere.