L’anti-Saviano

Se Dio vuole, il grande giorno di Sgarbi in prime time è arrivato. Dopo rinvii, liti, cambi di titolo, orari, argomenti (esclusa la fede, approvato il padre), scelta tra diretta o differita, stasera su Raiuno si potrà finalmente vedere quello che il critico e la sua quadra di autori sono riusciti a partorire. E se si è raggiunto l’intento iniziale di realizzare una trasmissione che dia una visione sociale, politica, intellettuale diversa da quella di sinistra (di cui si fanno portavoce i vari Santoro, Floris, Fazio) e che, nello stesso tempo, catturi l’attenzione di un’ampia fetta di pubblico. Insomma, un’impresa che mai è riuscita finora a nessun esponente del pensiero liberal-pidiellino.
Certo, per quel che si è saputo finora, il compito appare arduo: da una parte c’è un professore vulcanico, irascibile e allergico a qualsiasi procedura organizzativa che scambia il giorno con la notte e la Rai con il salotto di casa sua; dall’altra c’è un’azienda di Stato che ha visto male fin dall’inizio un’operazione calata dall’alto e che è abituata a vederne di tutti i colori, ma fino a un certo punto. Una dicotomia che ha portato addirittura a uno scontro fisico (con lancio di bottigliette d’acqua) tra il capostruttura Rai Antonio Azzalini e il capo degli autori di Sgarbi Carlo Vulpio). Il tutto si è concluso con la decisione del neo direttore generale Lorenza Lei (al suo primo atto appena nominata) di modificare il tema della prima puntata che doveva essere dedicata a Dio, alla fede, alla religione per timore delle reazioni del Vaticano. Dopo giorni di discussioni, il compromesso è stato che stasera si parlerà della figura del «Padre». Insomma, alla fine, gli autori hanno rimesso un po’ mano a quello che si era già preparato, e giocando sul tema stabilito, padre spirituale e padre come genitore, hanno salvato alcune parti e alcuni ospiti già convocati. Dunque il programma (titolo definitivo: Ci tocca anche Vittorio Sgarbi - Or Vi Sbigottirà) sarà così concepito: un lungo monologo iniziale del critico (di 22 minuti, più lungo di quelli di Saviano) incentrato sui padri spirituali e politici di Sgarbi medesimo: da Pasolini a Cossiga a Giovanni Paolo I. A seguire altri spazi con ospiti in studio come il vescovo di Noto, Morgan e probabilmente anche Mauro Masi, ex dg Rai e primo (e quasi unico) sostenitore del programma: con lui sono state trattate tutte le fasi preparative. Si chiude con un altro monologo del professore, adattamento di quello concepito in origine che doveva essere (modestamente...) un dialogo con Dio. Non ci sarà in studio Matthew Fox, il teologo eretico critico verso il Vaticano, la cui presenza aveva fatto irritare Lorenza Lei.
Pare sia bellissima invece la scenografia: colonne e capitelli in un grande studio che ricrea la Scuola di Atene di Raffaello, lodata pure da Berlusconi in visita privata notturna.
Stasera il responso, come Dio, Padre o padre, vorrà.