L’antica e paziente resistenza del Tibet

Il 7 ottobre 1950 le truppe dell’Esercito Popolare di Liberazione entrano nella più eminente e isolata teocrazia del pianeta. La concezione comunista, materialista e atea del mondo imposta da Mao in Cina si scontra con quella teocratica, metafisica e spirituale dell’antico Tibet: nel 1960 il settanta per cento dei monasteri è distrutto e la maggior parte dei lama torturato o ammazzato. L’Onu decide di aprire una commissione d’inchiesta. Fabio Zanello in Tibet Olocausto (Coniglio editore, pagg. 172, euro 13,50), grazie a testi di propaganda cinese scritti di Mao e agghiaccianti testimonianze di tibetani in esilio, dimostra che cosa accadde in quel terribile decennio. Con il silenzio complice (allora come oggi) dell’Occidente.