L’antica voglia di andar per mare

Al bolognese Museo di Palazzo Poggi una rassegna sulla navigazione, tra scienza, avventura e fantasia

Viandanti, avventurieri, scienziati, briganti. Gente in fuga o in cerca: per amore, per commercio, per salvarsi la vita o perderla. Emigranti che scappano dalla miseria, mercanti che trasportano prodotti di terre lontane, esploratori spinti dal desiderio del nuovo, turisti che vogliono apprezzare le bellezze artistiche e naturali di Paesi distanti, pellegrini mossi dalla fede o dalla necessità di espiare colpe.
Il viaggio in ogni sua forma, migrazione di corpi o anime, viene celebrato nel Museo di Palazzo Poggi a Bologna, dove è raccolto il corpus di opere, collezioni, testi di medicina, botanica, zoologia, notizie e oggetti provenienti da luoghi lontani, un tesoro messo insieme da Ulisse Aldrovandi (1522-1605), medico bolognese mosso da un enorme desiderio di conoscenza. Un Ulisse che si spostò più con la fantasia che con la sua persona e fece ritrarre su commissione animali esotici e piante, in modo da fermare su tavole di legno le forme di quelle nuove creature da studiare.
«Il Viaggio - Mito e Scienza» consiste in un percorso, un affondo nella cultura classica, il senso del viaggio come metafora. Narrazioni di naufragi e rotte deviate, diari di bordo e relazioni scientifiche si alternano ad atlanti nautico-geografici (bellissimo quello realizzato da un anonimo e appartenuto a papa Benedetto XIV). Il grande Tolomeo, vissuto tra I e II secolo d.C., è una delle «presenze» di questa celebrazione del viaggio che comprende opere di pittura come La pesca del corallo (1580) di Jacopo Zucchi o il Ritratto allegorico di Ulisse Aldrovandi immortalato nel 1575 da Bartolomeo Passerotti.
La donna nera e Gli indigeni di Albert Eeckhout sono oli su carta estremamente realistici, niente di folcloristico, solo vita vera e distante. Mondi chiusi dentro stanze, donne che studiano geografia nelle lunghe ore di una vita privata da riempire. Mondi appesi alle pareti, carte geografiche murali, belle e dettagliate, stampate in più fogli e colorate a mano, ornamentali e utili, pronte per la consultazione.
Esposti sono pure i sofisticati strumenti geografico-astronomici come l’orologio solare da tasca, il cannocchiale con fodera e squame, le clessidre o la sfera armillare per determinare le coordinate degli astri, in legno e ottone dorato, una piccola rappresentazione del cielo che risale a Eratostene (III secolo a.C.) e al suo centro racchiude la Terra. In alcuni modelli sono visibili anche Luna, Sole e pianeti. A Marsiglia, Claude Randon e Laurent Bremont disegnano la raffinatissima Carta grande delle navi, dodici modelli dalla galera al vascello. A concludere l’idea di viaggio (e quello per mare conserva una valenza simbolica potente) sono modelli di galere e galeoni medicei, brulotti (navi incendiarie), vascelli della marina pontificia, fregate da trentasei cannoni, tutti gioielli in legno, stoffa, ferro e cordame, perfette riproduzioni di queste dimore di chi in mare passava il suo tempo, combattendo, trasportando, vivendo.