L’anticipazione Da lunedì su Satisfiction

Thomas Francis McGuane - l’autore del racconto Il volo, di cui in questa pagina pubblichiamo ampi stralci - è uno degli scrittori più importanti del panorama statunitense. Classe 1939, nato e cresciuto nel Michigan, ma figlio di genitori cattolici emigrati dal Massachusetts, McGuane è un conoscitore e un narratore perfetto dell’America profonda. È il cantore di un’America sospesa tra il vecchio e il nuovo, tra le periferie piene di non luoghi e le sue città futuristiche. Ha lavorato in un ranch, ha combattuto per tutta la vita con il ricordo di un padre alcolista. Si è spostato dal Wyoming al Montana sempre attratto dalla libertà e dagli spazi privi di confini, ma è stato fin da giovane legato intellettualmente a scrittori come Jim Harrison e ha frequentato l’università di Yale. Ecco allora che la sua letteratura (il libro d’esordio è il corrosivo The Sporting Club, del 1969) mette in scena, con linguaggio e gusto picaresco, le contraddizioni e i tic della società a stelle e strisce. Nel suo romanzo più noto Correndo sul filo (in Italia uscito da Dalai editore nel 2011) narra le tragicomiche vicende di Irving Berlin Pickett, trascinato dai genitori nei loro continui spostamenti e iniziato all’amore dalla zia Silbie. Le cose non migliorano quando deve destreggiarsi tra il lavoro di medico in una cittadina del Montana e la presenza ingombrante di una serie di donne, tra amore, sesso e guai.
Nel caso di Il volo, però - pubblicato in esclusiva in Italia da domani sul sito della rivista Satisfiction ideata e diretta da Gian Paolo Serino (www.satisfiction.me) - la scrittura di McGuane prende strade diverse. Il racconto ha un passo più metafisico, come spiega l’autore stesso a Satisfiction: «Ho cercato di esprimere i miei sentimenti riguardo la morte e la paura della morte».