L’Antitrust indaga sui prezzi degli alimentari

da Roma

L’Antitrust ha deliberato l’avvio di una indagine conoscitiva nel settore della distribuzione agroalimentare e l’effetto che questo ha sui prezzi finali applicati ai cittadini. L’Autorità rileva che «i considerevoli e ripetuti aumenti dei prezzi di vendita di molti beni alimentari intervenuti negli ultimi anni possono essere indicativi di particolari criticità nell’offerta dei servizi distributivi».
L’Autorità ritiene «opportuno analizzare le differenti soluzioni organizzative adottate per la distribuzione di generi alimentari in Italia, per evidenziare eventuali forme di inefficienza nell’organizzazione industriale del settore della distribuzione di generi alimentari, ovvero di condizioni idonee ad indebolire la tensione competitiva tra gli operatori che si confrontano nelle diverse fasi distributive, che possono rendere molto elevato il costo dei servizi di distribuzione, con grave danno per consumatori e imprese».
«L’analisi prenderà in esame sia gli operatori della moderna distribuzione, sia quelli del dettaglio tradizionale». I primi «operano attraverso catene di punti vendita di grandi dimensioni che offrono un ampio paniere di beni e servizi e, nell’interazione con i produttori, curano direttamente pressoché tutte le attività necessarie per rendere il prodotto finito disponibile al consumatore finale; viceversa, gli operatori del dettaglio tradizionale operano attraverso superfici di vendita molto piccole, diffuse nel territorio, mentre il loro il rapporto con i produttori di generi alimentari prevede l’intervento di più intermediari che svolgono la funzione di distributori all’ingrosso».
L'indagine esaminerà anche «le dinamiche della competizione nei mercati della distribuzione al dettaglio condizionati anche dalla presenza di una estesa regolazione».