L’Antitrust lancia l’allarme sull’accordo Eni-Gazprom

Catricalà: «Così il prezzo del metano non scenderà»

Paolo Giovanelli

da Milano

«Non credo che Gazprom verrà in Italia a fare concorrenza all’Eni, se verrà a vendere direttamente lo farà agli stessi prezzi» ha detto ieri il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, affermando, a dire il vero, una cosa che a molti operatori del settore appare quasi certa: in un mercato «corto» non si vede perché i russi dovrebbero fare sconti. «Sembra che Gazprom tenti di entrare direttamente sul mercato italiano della distribuzione e della vendita del gas sfruttando gli spazi lasciati liberi da Eni, mentre questa ottenga in cambio la possibilità di sfruttare giacimenti di idrocarburi in Russia - ha commentato -. L'accordo permetterebbe l'ingresso di un nuovo importante operatore sul mercato italiano ma, per come è trapelato, rischierebbe di veder prevalere elementi di collaborazione fra le due società». In ogni caso Gazprom dovrebbe vendere in Italia una quantità addizionale di gas. Secondo il quotidiano russo Kommersant, Gazprom potrebbe vendere direttamente 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno in Italia. Il consumo italiano nel 2005 ha superato gli 85 miliardi ed è stimato in forte crescita nel 2006.
Catricalà ha anche affrontato la questione rigassificatori, legandola a Snam Rete Gas: ««In Italia si sta costruendo un rigassificatore a Rovigo, uno a Brindisi e uno a Livorno. Si pensa poi di istallarne altri tre, tutti localizzati in Sicilia. La scelta di concentrare tutti questi impianti non appare certo provvida: sarebbe forse più opportuno situarli più diffusamente sul territorio nazionale. Il trasporto del gas dal sud al nord, dove c'è maggiore domanda, arricchisce Snam Rete Gas, ma nuoce ai consumatori».
Suscitando una certa sorpresa, Catricalà ha aggiunto che l’Eni deve cedere le quote in Snam e Stogit (la società che gestisce gli stoccaggi del gas) a patto che ci siano condizioni di reciprocità nell’Ue. «Si potrebbe pensare di stabilire che Eni ceda le quote detenute in Snam Rete Gas e Sogit e che a seguito di tali cessioni venga costituito un operatore indipendente del sistema preposto alla gestione delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio. Quest'ultima soluzione - ha sottolineato - può però realizzarsi soltanto in coerenza con scelte di concreta liberalizzazione da parte dei nostri partner europei». Finora Catricalà era sembrato propenso a una separazione societaria a prescindere dalle soluzioni degli altri stati Ue. Il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, ha invece confermato ieri di essere favorevole a una scissione in tempi brevi.