L’Antitrust multa le banche, il Tar le assolve

Multate dall’Antitrust, «assolte» dal Tar: niente sanzioni per le banche, accusate di pratiche commerciali scorrette per quanto riguarda la portabilità dei mutui. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato da 23 istituti con il quale si chiedeva l’annullamento delle multe, pari a circa 10 milioni, decise dall’Antitrust ad agosto 2008. Dal canto suo, l’Autorità garante della concorrenza si prepara al ricorso: «valuteremo con serenità le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio anche ai fini di un eventuale ricorso al consiglio di Stato». La decisione dell’Autorità era stata presa a conclusione di un’istruttoria relativa a presunte pratiche scorrette in relazione a quanto previsto dal decreto Bersani, secondo cui la portabilità dei mutui da una banca all’altra deve essere gratuita per il cliente. L’indagine era partita dopo una segnalazione dell’associazione di consumatori Altroconsumo e dopo le denunce pervenute al call center del Garante, secondo cui le banche avrebbero indirizzato i clienti a sostituire anziché surrogare i mutui, facendogli scegliere cioè l’opzione più costosa, addebitando oneri non dovuti - quali ad esempio le spese notarili - e fornendo informazioni incomplete e inesatte. Violazioni che l’Antitrust ha accertato e per le quali aveva sanzionato le banche - Credito Artigiano, Banca Carige, Bnl, Banca Nuova, Antonveneta, Banca Popolare di Vicenza, Deutsche Bank, Bpm, Banca Popolare di Sondrio, Banca Sella, Unicredit Banca, Unicredit Banca di Roma, Banco di Sicilia, Bipop Carire, Montepaschi, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Bergamo, Credito Emiliano, Bpl e Banca Popolare Verona - per circa 10 milioni di euro, multe annullate dalla decisione dei giudici amministrativi.
Per Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, «occorrerà vedere bene le motivazioni della sentenza, perché le contestazioni delle banche, prima che sostanziali, erano soprattutto formali. Riguardavano la procedura», cioè, mentre è evidente, prosegue Martinello, che «i comportamenti delle banche erano palesemente scorretti e mai smentiti». «Quando si tratta di banche, vien da pensare che con i grandi poteri la giustizia funzioni a due velocità», dichiarano Elio Lannutti dell’Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori.