L’Antitrust non perdona il nuovo patto di Intesa

L’antitrust avvia un procedimento contro il patto di consultazione tra Generali e Crédit Agricole che controllano il 10,89% di Intesa SanPaolo, nel giorno in cui Ca’ de Sass stupisce il mercato con un’ottima trimestrale.
Per l’autorità l’accordo mina l’indipendenza della prima banca italiana perché non rispetta «tre misure dettate a seguito della fusione tra Intesa e SanPaolo».
Nel mirino dell’Antitrust sono finiti i limiti alla partecipazioni. Dal gennaio 2008 la Banque Verte non avrebbe dovuto superare il 5% di Intesa SanPaolo ma la quota detenuta dei francesi è pari al 5,8%. Ancora l’Antitrust ricorda il divieto per membri di espressione del Crédit Agricole di presiedere nel Consiglio di sorveglianza e in quello di gestione di Intesa SanPaolo, obbligo che verrebbe aggirato con il patto di consultazione volto a concordare il voto da esprimere in materie di interesse strategico.
Infine l’autorità contesta il mancato rispetto del Crédit Agricole a «non partecipare a patti di sindacato» mentre l’accordo con il Leone di Trieste è finalizzato alla presentazione di liste comuni. Crédit Agricole e Generali insieme possono sperare di eleggere in consiglio 8 membri su 19. Un bel peso soprattutto in vista della scadenza del cda nell’aprile del prossimo anno. Il procedimento dell’antitrust avviato ieri dovrà concludersi entro l’11 ottobre. Immediata la risposta dei francesi. Georges Pauget, ad del Crédit Agricole ha dichiarato che «l’accordo è valido e rispetta la legge italiana». Intesa, che rischia una multa salata, risponde: «Abbiamo rispettato tutti gli impegni, collaboreremo con l’Antitrust».
Segnali distensivi sono arrivati da parte del presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti secondo cui la decisione dei francesi sarebbe dettata da semplici motivi fiscali mentre «la stabilità della banca deriva dai buoni comportamenti degli azionisti».
Al di là degli equilibri tra soci, ieri sono arrivate ottime notizie dai conti. Intesa SanPaolo ha chiuso «una trimestrale sopra le attese, promette il ritorno al dividendo e un utile 2009 poco inferiore a quello dell’anno passato», ha dichiarato l’ad Corrado Passera nel corso della presentazione dei dati. Ca’ de Sass ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con un utile netto consolidato di 1,1 miliardi, grazie a benefici fiscali per 511 milioni. Il risultato è in calo del 38,5% rispetto allo stesso periodo del 2008 ma in forte recupero dalla perdita di 1,2 miliardi dell’ultimo trimestre dello scorso anno. I ricavi totali risentono della crisi e mostrano un calo dell'11,1% a 4,653 miliardi sul primo trimestre 2008, ma un progresso del 4,1% sull'ultimo trimestre dell'anno scorso. Buone indicazioni dagli indici di solidità patrimoniale con il Core Tier 1 al 6,4% che grazie al ricorso dei Tremonti Bond potrebbe salire al 7,4%.
Passera ha rassicurato anche sul futuro: Intesa SanPaolo «è ben attrezzata per trarre vantaggio da una situazione avversa» come quella determinata dalla crisi economica, che «non è finita». Il manager ha precisato che la situazione nell’Est europeo è sotto controllo e dopo la buona trimestrale ha confermato gli obiettivi per fine anno. Il titolo però ha chiuso in calo dell’1,2% in linea con il mercato.