L’Antitrust rinvia la separazione Eni-Snam

Il presidente dell’Authority, Catricalà: «Si farà solo quando ci sarà la rete europea del gas». Che però appare ancora molto lontana

da Milano

Separare Snam Rete Gas dall’Eni, ma solo se la si farà confluire in una società che controlli tutte le reti europee: da ieri l’Antitrust e l’Eni sono più vicine. Il presidente dell’Authority, Antonio Catricalà, ha infatti affermato che «è necessario l’unbundling (la separazione societaria, ndr), ma lo chiediamo a favore di una società europea di gestione delle reti del gas, una specie di network cui i vari gruppi dominanti nazionali dovrebbero conferire la propria rete. È necessaria una politica integrata europea e se chiediamo giustamente la separazione proprietaria, la chiediamo a favore di una società europea del gas che raccolga la proprietà delle reti di Francia, Italia, Germania». Per Catricalà anche il governo, a cui verrà fatta una segnalazione, deve agire in questa direzione e prendere «una posizione forte perché il compromesso che si sta raggiungendo in Europa su una separazione solo gestionale, può essere una scelta di breve periodo che darebbe luogo solo a soluzioni provvisorie».
Di fatto in questo modo Catricalà si è avvicinato alle posizioni più volte espresse dall’ad Eni, Paolo Scaroni, che ha sempre sostenuto che la separazione di Snam sarebbe stata possibile solo se si fosse attuata una sola rete europea. Una prospettiva che al momento appare ancora lontana, tanto che proprio ieri la Commissione Ue ha aperto un’inchiesta su Gaz-de-France proprio per la gestione poco «aperta» della rete francese. Insomma, attendere la rete europea significa far slittare la separazione di Snam Rete Gas dall’Eni a tempi certamente non vicini. Ora, l’unico a sostenere la necessità della scissione è rimasto il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis.