L’Antitrust stringe su Sanpaolo-Intesa Via all’istruttoria

Tutela della concorrenza e nodo Generali sotto la lente. Passera: «Tutto risolvibile». Madrid sceglie Deutsche Bank e guarda a Milano

Massimo Restelli

da Milano

Le nozze Sanpaolo-Intesa rappresentano un potenziale «rischio» per la concorrenza. Il timore è dell’Antitrust che ha avviato un’istruttoria sulla nascita del nuovo gigante creditizio. Una ventina di pagine nelle quali l’Authority guidata da Antonio Catricalà evidenzia il nodo della penetrazione territoriale dell’aggregato (in quattro province la quota di mercato è superiore al 50%), della presa sul business assicurativo e sui principali settori del credito (dalla raccolta agli impieghi, dal factoring al leasing, fino al risparmio gestito e alle carte di credito) adombrando una possibile «posizione dominante».
L’amministratore delegato in pectore della Superbanca Corrado Passera, dopo aver considerato «un passo necessario» l’istruttoria, ha subito fatto sapere di ritenere «tutti risolvibili» i problemi che dovessero emergere. L’Antitrust si concentra poi sui rapporti con l’Agricole, su cui il presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli ha però già fornito rassicurazioni sulla diluizione. Se molto è stato fatto in termini di sportelli anche con la cessione di Cariparma, rimane però il nodo della bancassurance, dove Generali non può essere considerata un concorrente effettivo, conclude l’Antitrust. L’analisi, che fa da apripista alla nuova suddivisione dei poteri con Bankitalia, si concluderà entro 45 giorni ma da chiarire appare anche se sarà Bruxelles a doversi esprimere sulla contropartita ottenuta da Parigi.
Se a Milano il clima tra i soci è tranquillo, non altrettanto si può dire di Torino. Pochi giorni fa Santander ha infatti chiesto l’aiuto di Deutsche Bank lasciando cadere nel vuoto i segnali di disponibilità lanciati dal vertice Sanpaolo. Una prima risposta dei consulenti è attesa la prossima settimana così da permettere a Madrid di decidere come «muovere» entro questo mese. Sul tavolo ci sono il piano di fusione, i criteri utilizzati da Citigroup per il concambio, la due diligence e la governance di San-Intesa: variabili in base alle quali Madrid attende conferma del convincimento, già fatto verbalizzare in cda da Ettore Gotti Tedeschi, che Sanpaolo sia stata sottovalutata. Contestazioni che potrebbero emergere in assemblea e che inducono alcuni consiglieri a pensare che, anche per trattare l’eventuale contropartita, Santander sceglierebbe di rivolgersi direttamente a Passera. Dato che Madrid resta convinta che l’impianto San-Intesa sia più simile a una scalata che a una fusione e che il presidente Emilio Botin avrebbe da tempo quasi del tutto azzerato i contatti con Enrico Salza.