L’Antitrust Ue multa Microsoft per 280,5 milioni

Gates dovrà pagare 1,5 milioni al giorno dal 15 dicembre 2005 (ma se ne aspettava il doppio e farà comunque ricorso)

da Milano

La Commissione europea ha inflitto a Microsoft una nuova multa di 280,5 milioni di euro dopo quella record di 497 milioni del marzo 2004 per non aver attuato i rimedi ordinati dall'Antitrust Ue che imponeva a Microsoft di commercializzare una versione Windows senza Media Player e divulgare ai concorrenti la documentazione necessaria per far dialogare in sistemi concorrenti con Windows. La multa è di 1,5 milioni al giorno a partire dal 15 dicembre (le attese erano per tre milioni), quando la commissaria Neelie Kroes, responsabile dell'Antitrust europeo, diede a Microsoft l'ultimatum. Se la società americana insisterà nel non attuare i rimedi previsti da Bruxelles la multa potrebbe salire a 3 milioni al giorno a partire dal 31 luglio. La Commissione, però, dovrebbe prendere una nuova decisione.
«Mi dispiace che oltre due anni dopo la decisione della Commissione Ue, e nonostante la conclusione del presidente della Corte di prima istanza che l'appello Microsoft non sospende l'obbligo a rispettare, Microsoft non abbia posto fine alla sua condotta illegale», ha commentato Neelie Kroes. «Non ho alternative, salvo la multa per questo mancato rispetto continuato» delle misure prese dalla Commissione, ha aggiunto la Kroes. «Nessuna società è al di sopra della legge, ogni azienda che opera nell’Ue deve obbedire alle leggi europee; sinceramente spero che la recente documentazione tecnica inviata da Microsoft li porti a rispettare (le decisioni di Bruxelles ndr) e che non saranno necessarie altre multe».
Ma la Microsoft è pronta a dare battaglia. La sanzione «è inappropriata», sottolinea in un comunicato il responsabile legale del colosso di Bill Gates, Brad Smith. «Chiederemo alle Corti Ue di determinare - afferma nella nota - se i nostri sforzi per adeguarci agli obblighi Ue siano stati sufficienti e se sia giustificata questa multa che non ha precedenti». Kroes ha imposto l'ammenda in quanto ritiene che il colosso informatico non abbia rispettato la decisione di Bruxelles del marzo 2004 con cui si chiede di garantire la piena interoperabilità di Windows con i server dei concorrenti. A chi le chiedeva un commento sulla decisione di Microsoft di fare ricorso, la Kroes ha risposto: «Viviamo in una democrazia».