L’Antitrust vuole banche più trasparenti

Occorrono un unico foglio informativo e una maggiore chiarezza sui costi dei prelievi

da Milano

In poco più di un anno il sistema ha cambiato volto ma, per quanto siano sempre più grandi e articolate, le banche italiane sono ancora poco «chiare» nei confronti dei propri clienti. La bacchettata è dell’Antitrust che reclama «maggiore trasparenza» sia nelle regole di gestione dei conti correnti sia in quelle dei Bancomat sottolineando che, in mancanza di iniziative spontanee, diverrà «necessario un intervento normativo».
Tutto è contenuto in un documento di tre pagine che l’Authority guidata da Antonio Catricalà ha fatto recapitare sul tavolo del presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri «competenti»: Pierluigi Bersani per il dicastero dello Sviluppo economico e Tommaso Padoa-Schioppa per il Tesoro.
La segnalazione, approvata il 24 maggio, prende le mosse dall’idea che la mobilità della clientela sia il presupposto della concorrenza. A questo scopo, quindi, è necessario che le famiglie italiane ottengano informazioni più ampie e diffuse possibile sul fronte dei prezzi, della qualità e delle condizioni dei servizi disponibili sul mercato. Ecco perché, avverte l’Antitrust, se la clausola della «massima trasparenza» non sarà soddisfatta in modo autonomo diverrebbero «necessari puntuali interventi normativi per promuovere una scelta più consapevole» della clientela. Una posizione netta, dietro cui prosegue il braccio di ferro con cui poco più di un anno fa Catricalà, come primo atto della nuova «co-vigilanza» sul credito in parallelo a Bankitalia, ha ottenuto una stretta sulle modalità con cui le banche possono mettere mano alle condizioni dei conti. La «sferzata» ha comunque ottenuto un’apertura dell’Abi che si è detta pronta a «valutare con attenzione» i rilievi mossi. L’11 giugno inoltre, prosegue l’Abi, era già in calendario un incontro con l’Antitrust dedicato al nuovo sistema di confronto tra i conti correnti che dovrebbe realizzare gli obiettivi di semplicità auspicati.
Il 26 giugno è invece attesa la relazione annuale di Catricalà ma l’idea è indurre gli istituti a concentrare tutti i punti chiave dei contratti in un’unica pagina esplicativa, da consegnare al momento dell’apertura del conto. Più precisamente un «foglio informativo sintetico» che indichi sia le spese di tenuta conto sia quelle dei servizi principali: dagli assegni alla domiciliazione delle utenze, dal bancomat alla carta di credito. Sempre per questo scopo l’Authority, che a breve sarà chiamata a esprimersi sulle doppie nozze Unicredit-Capitalia e Bipiemme-Bper, suggerisce che le banche inseriscano un indicatore di spesa complessivo tenendo conto dei diversi profili di utilizzo del conto stesso. Considerando anche le eventuali spese di scrittura.
Secondo l’Antitrust, le banche dovrebbero inoltre comunicare almeno annualmente al cliente la spesa complessiva del proprio conto corrente. L’obiettivo è rendere immediato il confronto con la concorrenza, conclude l’Antitrust che vuole poi rendere più evidente come in caso di utilizzo del Bancomat al di fuori del proprio gruppo bancario nella quasi totalità dei casi scatti una commissione di prelievo. La soluzione potrebbe essere uno specifico messaggio di avvertimento per i propri clienti.