L’appassionante battaglia tra i giurati nel tribunale in bianco e nero di Lumet

Sidney Lumet scelse esordì nel 1957 nella regia cinematografica puntando sulla collaudata pièce di Reginald Rose La parola ai giurati. Inoltre, avvalendosi della sceneggiatura dello stesso Rose e del magistrale bianco e nero di Boris Kaufman, Lumet centra il bersaglio grosso realizzando un film di vigoroso piglio dialettico e di una perorazione civile progressivamente coinvolgente. Elementi di forza innegabili della Parola ai giurati - duro e puro rendiconto del serrato dibattito tra una dozzina di giurati di classe media alle prese con un complesso caso di assassinio - risultano l'esasperato scontro tra il giurato n. 8 (Henry Fonda) tendente a un'argomentazione tollerante, democratica, e il giurato n. 3 (Lee J. Cobb), fanatico assertore di pregiudizi razzistici; e, al contempo, le superlative prove di una folta schiera di magnifici comprimari (Balsam, Marshall, Warden). La stessa pièce, aggiornata, fu portata sullo schermo nel 1997, con non minore dignità, da William Friedkin.

LA PAROLA AI GIURATI 20th Century Fox, 27,49 euro