L’appello di Minoli alla Rai: riabilitiamo Saccà

«Niente più politici oramai, in Rai» cantava beffardo un rap italiano con i partiti a far da controcanto ogni qualvolta che qualche scandalicchio colpiva l’avversario del momento. Ultimo della lista il «caso Saccà», ovvero la famigerata intercettazione della telefonata tra il direttore di Rai Fiction e l’allora capo dell’opposizione Silvio Berlusconi, che ha aizzato l’ira dei duri e puri di turno - in questo caso della sinistra - ed è costata la gogna mediatica e la sospensione per l’ex dg calabrese. Ma il tempo, specie in Italia, è galantuomo e, quando i venti cambiano, il Palazzo e viale Mazzini si comportano un po’ come Maometto e la montagna, ovvero fanno a chi si avvicina per primo. Fa però ugualmente notizia che il primo gesto revisionista verso quel Saccà epurato per eccesso di berlusconismo arrivi dalla penna dell’ex socialista Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, anch’egli rientrato alla grande dopo anni di purgatorio. Sulle pagine del Riformista, a cadavere di Prodi ancora caldo, l’ex patron di «Mixer» spezza una lancia per l’imputato ancora in attesa di sentenza con l’accusa di aver accettato, almeno a parole, la raccomandazione per tre aspiranti dive. Chi non l’ha mai fatto scagli la prima pietra, tuona Minoli ai moralisti. E l’appello arriva dritto al cda Rai che si riunirà mercoledì per fare il punto sul caso, affinché da subito riabiliti «un dirigente storico, discusso e discutibile che però ha fatto della fiction il comparto industriale più significativo ed efficiente dell’azienda». E il fatto è di per sé innegabile se si pensa che il comparto fiction ha permesso all’azienda grossi balzi di fatturato e qualche miracolo, come la fortunata serie «Un posto al sole» che ha evitato la chiusura del centro Rai di Napoli. E siccome i miracoli non vengono mai da soli, un riabilitato Saccà potrebbe certo dare un colpo di bacchetta magica a un altro progetto in fieri nel profondo Sud, a Termini Imerese, che sta per partorire «Agrodolce», nuovo serial che sarà finanziato per metà da Rai Fiction e per metà dalla Regione Sicilia. E che, guarda caso, vede il coinvolgimento diretto dello stesso Minoli. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, e del resto proprio Saccà fu lo sponsor del gran ritorno di Minoli in Rai, dopo l’uscita nel luglio del 1999 e l’esperienza poco felice alla direzione dei programmi Stream.
Saccà, ovviamente, ringrazia. Dal settimo piano di Viale Mazzini, però qualcuno non ha gradito. Il consigliere in quota ex Ds Carlo Rognoni bacchetta Minoli, che avrebbe fatto meglio ad aspettare le decisioni del vertice aziendale di mercoledì: «È proprio sicuro di conoscere tutti i fatti che riguardano il caso Saccà?». Ma i fatti sono una cosa, le fiction un’altra.