L’appello di Napolitano: basta allarmismo e più etica nelle banche

da Roma

Nervi saldi. Certo, dice Giorgio Napolitano, stiamo vivendo un momentaccio: «La crisi ha assunto dimensioni mondiali, può avere pesanti ricadute e presenta danni e rischi per tutti». Ma proprio per questo serve «un forte senso di responsabilità nazionale e europea delle forze politiche di entrambi gli schieramenti». Niente panico dunque e soprattutto niente allarmismi, «che in questo campo possono diventare immediatamente fattori di aggravamento della situazione».
Caos, paura, Borse in picchiata. Al termine di un’altra settimana nera, doppio intervento tranquillizzante del capo dello Stato. In mattinata Napolitano riceve al Quirinale i rappresentanti di giornalisti invitandoli «al senso della misura». Anche il sistema bancario deve fare la sua parte. «Si devono stabilire regole di comportamento etico all’interno delle istituzioni di governo dell’economia e degli istituti di credito».
E nel pomeriggio l’Osservatore Romano diffonde il testo della prima intervista di un presidente italiano pubblicata dal quotidiano della Santa Sede. Quando il mare è in tempesta, sostiene il capo dello Stato, bisogna ancorarsi a delle regole cercando però di mettere d’accordo il libero mercato e i bisogni fondamentali degli individui.