L’appello del Papa per il bimbo: «Liberatelo senza condizioni»

da Milano

È un telegramma di poche righe e arriva da lontano. L’autore è Benedetto XVI ed è un appello che ha qualcosa di antico: «Liberate subito Tommaso e senza condizioni». Il Papa esprime solidarietà ai genitori e ai familiari. Il Papa prega. Affida il bambino alla speciale protezione della Vergine santa e invia, lì, nelle campagne di Parma, la benedizione apostolica. Il Pontefice si mostra nel ruolo di padre, di potere spirituale vicino alle sofferenze umane. Ed è un ruolo che la Chiesa ha sempre svolto nelle vicende tragiche della cronaca e della politica.
Il messaggio che arriva da Joseph Ratzinger ricorda le parole di Paolo VI. È il 1978. Giovanni Battista Montini si inginocchia lento, con fatica. È uno scricciolo bianco che cade a terra e con una voce malata parla «agli uomini delle Brigate rosse» e chiede il rilascio «senza condizioni» di Aldo Moro. Quella richiesta di quasi 30 anni fa non trovò risposta. Fu una storia tragica della storia d’Italia. Una stagione di piombo, di sangue e di odio. Eppure quel rapimento, angosciante e terribile, nel suo furore cieco aveva un senso, un motivo, un perché. Assurdo, cieco, ideologico, ma una logica in quella storia c’era. L’appello di Benedetto XVI entra in una storia che appare senza senso. Dietro al rapimento del piccolo Tommaso, diciotto mesi, fragile e malato di epilessia, sembra non esserci un movente. Tutte le piste investigative si perdono nel nulla, tutte le ipotesi appaiono incomprensibili, fuori dalla razionalità umana, anche quella dei più incalliti delinquenti. Gli appelli sono arrivati anche da lì, dietro le sbarre delle carceri italiane, dai bracci più duri e senza speranza. Messaggi rivolti ai rapitori: «Infami». «Bastardi». «Non avrete perdono». Un coro di malfattori e penitenti, che ora rimbalza a San Pietro, legando peccato e santità. Ma dall’altra parte c’è solo silenzio. E dubbi.
È un sequestro anomalo, ripetono gli inquirenti. Un sequestro dopo una rapina farsa. Un sequestro per vendetta, ma senza azioni da vendicare. Un sequestro per estorsione, ma senza richiesta di riscatto. Un sequestro che ha una sola certezza, un bimbo è sparito e di lui non c’è più traccia. Un sequestro dove la maggior parte degli interrogatori vede protagonisti padre, madre e familiari di Tommaso. È per questo che il messaggio del Papa sembra quasi avere un suono più forte: perché rimbomba in un vuoto angosciante, in un silenzio che disorienta. «Liberate Tommaso subito e senza condizioni»: speriamo che la risposta non sia solo un’eco.