L’appello del premier: «No a Milano città islamica»

RomaL’unica certezza è che l’umore non è affatto migliorato da quando, ormai una settimana fa, Silvio Berlusconi ha assistito incredulo al susseguirsi di proiezioni prima e voti poi che - almeno al primo turno - hanno completamente ribaltato la geografia politica di Milano. Nonostante questo, pero, il Cavaliere non sembra intenzionato a tirarsi indietro. Non ha ancora deciso se chiuderà la campagna elettorale di Letizia Moratti e resta appesa l’ipotesi di un’iniziativa congiunta con Umberto Bossi, certo, ma il premier continua comunque a mettere la faccia su quest’ultimo scampolo di campagna elettorale nonostante il rischio concreto di una doppia sconfitta a Milano e Napoli.
E lo fa con un video messaggio che è un po’ un appello al voto pubblicato sul sito del Pdl. Un intervento nel quale punta con decisione a quella fetta di elettorato di centrodestra che - magari perché stanco delle beghe interne al Pdl, deluso dall’azione del governo o condizionato dalle ultime inchieste della procura di Milano - ha disertato le urne al primo turno. Tutta gente - è l’unico responso certo che danno i sondaggi - che seppure «delusa» continua a non vedere di buon occhio la vittoria a Milano del candidato di centrosinistra che considera inadatto ad affrontare i problemi legati a immigrazione e sicurezza.
Ed è qui che batte Berlusconi ormai da quattro giorni. Nel tentativo di «risvegliare» chi ha deciso di non votare al primo turno. Se vincesse Giuliano Pisapia, il cui programma è rischioso e va a braccetto con i centri sociali, Milano - è lo scenario che fa il premier - diventerebbe una città non sicura, islamica, una zingaropoli. Sarebbe, insomma, la Stalingrado d’Italia. Invece una città che «vuole andare avanti e crescere non vorrà consegnarsi all’estrema sinistra con i rischi di diventare disordinata, caotica e insicura». Milano, dice il premier nel messaggio, «non può diventare, alla vigilia dell’Expo 2015, una città islamica, una zingaropoli di campi rom assediata dagli stranieri e che darebbe loro anche il diritto di voto nelle consultazioni municipali». Non si può, affonda Berlusconi, far vincere Pisapia il cui programma è «rischioso, rischioso» e «gode dell’appoggio dei centri sociali e delle frange estreme della sinistra». E ancora: «Non credo che vogliamo un sindaco che sembra vada a prendere il caffè tutti i giorni con i rappresentanti dei centri sociali e consegnare la città a chi promette programmi irrealizzabili e farebbe di Milano la Stalingrado d’Italia». Quindi l’appello: è per questo che «dobbiamo andare tutti a votare» perché «non vogliamo consegnare Milano ad una sinistra autoritaria, inefficiente e clientelare». Ma l’appello al voto è anche per i napoletani perché, dice il premier, «la scelta è nelle vostre mani». «Starà a voi - dice - indicare un sindaco capace di creare le condizioni per una raccolta differenziata e in grado realizzare in tempi brevissimi l’indispensabile termovalorizzatore. Solo così sarà possibile per Napoli tornare alla normalità e ridiventare una città civile».
Come finirà la doppia partita di Milano e Napoli lo si vedrà solo lunedì prossimo. Con Berlusconi che assisterà allo spoglio da Bucarest dove è atteso per una visita di due giorni. Ragione per cui il premier non sarà presente né all’udienza Mediatrade né a quella Ruby in programma proprio lunedì e martedì.