L’appello del presidente Ciampi: «Parità effettiva a tutti i partiti»

«Controllo anche sui varietà». Ma l’opposizione protesta: «Berlusconi invade le tv»

Massimiliano Scafi

da Roma

Niente trucchi, nessuna disattenzione. Le elezioni sono vicine e la parità di condizioni, avverte Carlo Azeglio Ciampi, deve essere «vera, assoluta, effettiva», garantita per tutti i partiti e in «tutte le trasmissioni», assicurata non solo «nella forma» ma, oltre alle «norme scritte», anche «nella sostanza». Serve dunque «un controllo attivo» perché la cosa «è di straordinaria importanza».
Il capo dello Stato riceve al Quirinale la commissione di vigilanza Rai. È l’occasione giusta, dopo il dibattito sull’opportunità di modificare la legge sugli spot e nel bel mezzo delle polemiche sulle apparizioni tv di Silvio Berlusconi, per lanciare un nuovo appello al rispetto della par condicio. «È inutile che ve lo raccomandi - dice il presidente -, avete l’esperienza di passate elezioni per calibrare il regolamento alle esigenze di una parità effettiva nella prossima campagna». Quindi, giusto un suggerimento in più: «Attraverso la Rai, sia la vostra una vigilanza attiva per far sì che, al di là di quelle che sono le norme scritte, venga rispettata in tutte le trasmissioni». Vale ovviamente «per i programmi strettamente elettorali», ma vale anche «per le presenze nelle varie trasmissioni di intrattenimento o di altro genere che la Rai fa». Deve essere quindi «una sorveglianza attiva» nell’interesse «di una regolare e libera campagna elettorale».
Con chi ce l’ha? Con Forza Italia che vuole cambiare la par condicio? Con le recenti comparse del premier? O è soltanto un invito preventivo, erga omnes? La Rai non si sente sotto accusa. Spiega il presidente Claudio Petruccioli: «L’equilibrio e la parità di trattamento sono nella sostanza ampiamente assicurati. Nei primi quindici giorni di gennaio si contano 39 apparizioni di esponenti politici».
Le parole di Ciampi ricevono comunque l’apprezzamento di tutti. Pier Ferdinando Casini ricorda che «Ciampi è garante di tutti» e che con il proporzionale «la parità va assicurata non solo agli schieramenti ma anche ai partiti». «Un appello sacrosanto - commenta Sandro Bondi - affinché le regole che stabiliscono la parità nell’accesso dei partiti all’informazione siano rispettate nella forma e nella sostanza, come purtroppo non è accaduto nel corso delle politiche del 2001». Applausi pure a sinistra. Ma Piero Fassino rilancia la polemica: «Siamo in una situazione di allarme per l’informazione. Il fatto che il presidente sia intervenuto significa che non siamo dei visionari quando denunciamo che c’è un’emergenza democratica. Mi auguro che il premier e il governo lo ascoltino». E Francesco Rutelli: «Berlusconi invade le tv per nascondere il proprio fallimento».
«Ma chi è quel Fassino che accusa Berlusconi di occupare militarmente la Rai? - chiede Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza -. Forse un parente di quel Fassino che va il sabato senza contraddittorio a Che tempo che fa a parlare di politica e di quello che da settembre è andato tre volte a Porta a Porta, due a Ballarò, due a Otto e mezzo, una a Primo Piano, una a Matrix e una a Batti e Ribatti e ha incontrato la sua vecchia tata a C’è posta per te». Per Mario Landolfi, ministro delle Comunicazioni, «Fassino strumentalizza il capo dello Stato, con una storia simile a quella del bue che dice cornuto all’asino». «La messa a punto di Petruccioli - conclude Fabrizio Cicchitto - taglia la testa al toro».