L’appello del settore: «Ora notizie chiare o il mercato si ferma»

«Incentivi» è una parola magica che può mettere le ali ai titoli in Borsa. È bastato un annuncio generico del ministro Scajola riferito agli elettrodomestici, e ieri in Piazza Affari ne hanno beneficiato le quotate Indesit (più 1,61%, dopo strappi più elevati) e De Longhi (più 4,82%). Oggi il gruppo della famiglia Merloni divulgherà i dati del 2009, attesi positivi; seguono quelli di Electrolux, che la scorsa settimana sono stati molto buoni. Gli incentivi governativi finora accordati agli elettrodomestici erano di due tipi: quelli sui frigoriferi, che hanno favorito un rinnovamento con un miglioramento della qualità in termini di risparmio energetico; e quelli, più in generale, legati alla ristrutturazione di una casa. Da questi ultimi, criticati fin dalla loro introduzione, l’industria non ha ottenuto alcun beneficio: «Una barzelletta» li ha definiti ieri Aldo Fumagalli, amministratore delegato del gruppo Candy, che ha chiuso un 2009 con conti in ripresa e che si attende un buon 2010. Quanto ai nuovi incentivi «non ci aspettiamo niente - dice -; ma siamo imbarazzati per le poche informazioni date dal ministro. L’incertezza creata da un annuncio generico che non venga seguito da informazioni chiare rischia solo di frenare gli acquisti dei consumatori».
Il gruppo Candy ha chiuso il 2009 con maggiori profitti di 38 milioni rispetto al 2008, pur in presenza di una contrazione dei volumi della produzione del 20%. Il gruppo ha fatto ampio ricorso alla cassa integrazione, chiudendo gli stabilimenti da un minimo di 11 a un massimo di 15 settimane. Fumagalli è ottimista per il 2010: «Ci aspettiamo un mercato in crescita del 3-5%. Rimbalzerà la Russia, che nel primo semestre 2009 è crollata del 42%, per poi riprendersi nel secondo: per noi vale il 10% in fatturato, il 20% sui profitti. La vecchia Europa crescerà intorno all’1-2%. Prevediamo un rallentamento in Germania, che nel 2009 è inspiegabilmente cresciuta dell’8%». Quanto alla situazione generale del nostro Paese, il numero uno di Candy si è detto in linea con le osservazioni del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, secondo il quale la ripresa «sarà fragile». Ma almeno - assicura - «il fondo è stato toccato e ora non ci resta che riprendere la crescita». Fumagalli ha escluso qualunque liaison tra Candy e Indesit, come voci di mercato ultimamente tendevano ad accreditare.