L’appello Tout «Le Monde» è con Tabucchì

«Ed è una valanga». Esulta il Fatto quotidiano. La guerra della sinistra in favore della libertà di stampa sta per essere aggiornata con una nuova gloriosa battaglia.
Sarebbe una valanga di firme quella in calce all’«Appello degli intellettuali contro Schifani» (e in favore di Antonio Tabucchi) che dovrebbe essere pubblicato oggi dal quotidiano francese Le Monde. Lotta dura contro il presidente del Parlamento, colpevole di aver querelato lo scrittore Antonio Tabucchi per un articolo pubblicato sull’Unità nel maggio 2008. La storia è vecchia e confusa: Marco Travaglio, ospite in tivù da Fabio Fazio, rinfaccia a Schifani di aver frequentato personaggi poi condannati per mafia; Giuseppe D’Avanzo (proprio lui) si erge su Repubblica paladino della corretta informazione e accusa Travaglio di voler insinuare che Schifani sia in qualche modo compromesso con le cosche. Segue polemica fra i due giornalisti. Poi arriva Tabucchi sull’Unità del 21 maggio e mena fendenti un po’ a casaccio in difesa di Travaglio. Schifani querela e parte la richiesta - pare - di oltre un milione di euro.
L’editore Gallimard allora lancia l’appello: «Dopo le recenti persecuzioni contro la stampa di opposizione, non possiamo assistere indifferenti e passivi all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di giudizio e di critica», si legge. In calce, a dire del Fatto, le firme di Pamuk, Philip Roth, Costa Gavras, Mario Soaresm, Camilleri, Maraini e Magris. Non si direbbe un plotone nutritissimo, più che una valanga una palla di neve, vedremo su Le Monde chi si aggiunge.
Ora non è mai bello quando un’alta carica dello Stato querela uno scrittore o un giornale però la battaglia per la libertà di stampa va davvero a giorni alterni. Ieri Minzolini doveva tacere. Oggi Tabucchi può parlare. Schifani non poteva querelare. D’Alema invece sì. Si vede che la libertà d’espressione (e di querela) non è un valore assoluto. Dipende da chi chiede la parola.