L’Aquila-Milano: il viaggio dei cani salvati dal sisma

Guardate queste foto. Sono alcuni dei cani sopravvissuti al terremoto in Abruzzo. C’è lo slancio di chi si tuffa nelle braccia del vigile del fuoco, lo smarrimento di chi si lascia raccogliere e prendere il muso tra le mani, la paura di chi non vuole rialzarsi da terra.
Sono undici bestiole arrivate dall’Aquila, ieri mattina, in cerca di un tetto al rifugio della Lega del Cane di Segrate (da qui potranno essere adottati). Che senso ha far arrivare i cani a Milano? Lo spiega Laura Rossi, presidente della Lega per la difesa del cane: «Sono animali di quartiere, la legge sul randagismo in Abruzzo permette ai cani, preventivamente sterilizzati e dotati di microchip - di vivere per strada. Vengono sfamati e accuditi dalla gente del posto. Ma in mezzo alle tende la situazione è precipitata, i nostri volontari dell’Aquila ci hanno segnalato i casi più gravi, ossia le bestiole che non avrebbero ricevute le cure necessarie in questo periodo e così abbiamo deciso di portarle qui». Il setter bianco con il muso spruzzato di macchioline nere è Frida, viveva per strada e la notte trovava riparo in una stalla di proprietà di una famiglia contadina. La cascina è stata semidistrutta dal terremoto ma Frida non voleva saperne di abbandonare la sua cuccia. «Si sarebbe lasciata morire di fame - aggiunge Piera la volontaria della Lega che ha seguito le partenze -. Nel rifugio dell’Aquila ci sono già 400 cani. Perdipiù molte famiglie rimaste senza casa hanno chiesto al canile di ospitare temporaneamente i loro animali». Poi c’è Goccia, cagnetta nera di media taglia, anche lei del quartiere. La signora che tutti i giorni le offriva polpette e riso soffiato viveva sola e ha perso la casa. Ma ha contattato personalmente i volontari: «Pensateci voi - ha implorato - io devo restare qui nella mia terra». La più sofferente è sicuramente Giadina, gracile e con una ferita alla zampa «gironzolava vicino al cimitero, non siamo riusciti a capire chi si fosse occupato di lei - racconta Piera - D’altronde la situazione in Abruzzo è davvero disperata». E oggi partiranno per l’Aquila anche le guardie zoofile dell’Oipa con un carico di cibo e medicine. «Cominceremo col dare una mano sul posto - spiegano all’Oipa -, ci sono cani rimasti incatenati per giorni (nelle cascine è un’abitudine diffusa) e non solo. Anche altri animali si trovano in difficoltà. Si pensi alle mucche rimaste intrappolate nelle stalle, ai pollai chiusi, ai gatti imprigionati in appartamenti semi-distrutti». Dal Comune di Milano il messaggio del Garante per la tutela degli animali Gianluca Comazzi: «In questi momenti di emergenza i nostri amici a quattrozampe hanno più che mai bisogno di sentire gli uomini vicini. Dobbiamo intervenire con aiuti concreti e pratici alle operazioni di soccorso. Il segnale che parte da Milano la conferma come città della solidarietà».
Le prime undici bestiole atterrate sono state visitate e curate, i loro sguardi parlano da soli, tocca a noi restituir loro la dignità.
Chi volesse adottarli può rivolgersi alla Lega nazionale per la difesa del cane, via Redecesio 5/a Segrate.