L’Aquila, Natale in una nuova scuola per i 90 bambini di Arsita

Un paese senza più scuola, una scommessa vinta a tempo di record. Il sei aprile Arsita, in provincia di Teramo, nel parco del Gran Sasso, venne duramente colpita dal sisma. Inagibili molte case nell’area del vecchio castello, pericolante anche la scuola. Ma da due giorni i 90 alunni del paesino hanno di nuovo aule moderne e confortevoli in cui studiare. Merito di una donazione privata da record: 1.383.530,53 euro. Soldi fatti piovere nel centro del Teramano dalla Stanley International Betting, bookmaker inglese che stavolta ha puntato sulla solidarietà. E che due giorni fa, insieme a Guido Bertolaso, ha potuto tagliare il nastro della nuova struttura. Un bellissimo regalo di Natale: 13 classi, dalla scuola per l’infanzia a primaria e secondaria, aule multimediali, una palestra riscaldata «come non l’avevamo mai avuta, nemmeno prima del terremoto», ci scherza su il sindaco, Enzo Lucci, che è anche maestro e che quindi è doppiamente soddisfatto del risultato ottenuto dal lavoro della Protezione civile e dalla generosità della Stanleybet. La nuova scuola è stata intitolata a Lord Leonard Steinberg, che della società di scommesse britannica (la sede principale è a Liverpool, ma in tutta Europa ci sono quasi duemila sportelli di raccolta) è stato il fondatore. E ieri a presentare il progetto c’erano, oltre a Bertolaso, proprio due dirigenti del bookmaker inglese, l’ad John Whittaker e il direttore generale David Pursuit. Che hanno fatto notare come sia insolito per una società di scommesse, convocare una conferenza stampa non per lanciare nuovi prodotti o servizi, ma per raccontare una bella storia «di cui siamo molto orgogliosi». Rimarcando inoltre il forte legame tra la Stanleybet e l’Italia, con i tanti connazionali che lavorano nella sede centrale di Liverpool: «Ci è piaciuto subito questo progetto, che puntava su una cosa concreta e utile come l’educazione». Prodigo di complimenti con il «donatore» anche Bertolaso: «Se tutte le aziende europee avessero seguito Stanleybet oggi avremmo le risorse finanziarie per completare la ricostruzione in Abruzzo», ha spiegato: «Basterebbero cento donazioni da un milione di euro ciascuno per consentire la programmazione dei tanti interventi di cui c’è ancora bisogno all’Aquila».
Come noto, nonostante la passerella di vip tra le rovine offerta dal G8, solo pochi governi hanno poi messo mano al portafogli. Proprio Stanleybet ha commissionato all’osservatorio «Nathan il saggio» una ricerca sulla forbice tra donazioni promesse e mantenute. Tra quelle finora rimaste nel cassetto delle buone intenzioni, i 4,5 milioni di euro per restaurare la chiesa di Paganica che avrebbe promesso in luglio Michelle Obama, o la ricostruzione della fortezza spagnola dell’Aquila, che Zapatero annunciò di voler finanziare. Parole, e zero fatti, anche per gli interventi promessi dai governi di Canada, Giappone, Inghilterra e Cina.